Nove anni di qualche ricordo e di tanti silenzi personali e culturali. Anche nel Comune in cui è nato.
A parte qualche intitolazione obbligatoria, ma poco più. È vero il mondo frettoloso è superficiale, trafitto da interessi e soggiogato dalle manifestazioni accademiche legate a editori finanzieri e a giornali in cui pullulano le redazioni che sostengono i soliti noti.
Lo dico senza polemica, ma da lettore di tutto quello che passa il convento editoriale che non mi diverte più nelle battaglie letterarie perché nessuno ha più il coraggio di scontrarsi.
In privato alla trattoria di Finale Emilia, che non cito di proposito, o con il mio amico Bino-Alfonso Terzi - al fritlar - più volte abbiamo affrontato la questione in questo modo: i sacrifici anche quando ti danno gloria, non permettono mai di far sbocciare amicizie vere.
Ma, si aggiungeva, noi viviamo della terra madre che ci permette di sorridere e di non perdere il filo che ci congiunge quando c'è ne è bisogno.
La gran messe del suo lavoro, da Marinai e Il lato A della vita, fino alla Vergine Napoletana è noto e a mio parere meriterebbe una raccolta enciclopedica.
Dentro il Tesoro del Bigatto e Il paese delle amanti giocose c'è la nostra terra padana splendente e gaudiosa, impegnata e tosta, laboriosa e indomabile dalla povertà alla ricchezza fino alla grandezza solidale, concreta senza piagnistei o autoesaltazioni.
Ma visto che abbiamo da poco celebrato la giornata della memoria, aperto la tragedia delle Foibe e oggi siamo annichiliti dalla guerra scatenata da Putin contro la Ucraina sfoglio 'I ragazzi di villa Emma'.
Gli atti di umanità di preti, laici, popolo nostro che in guerra fascionazista salvano ragazzi ebrei. Tutto questo Giuseppe Pederiali ce lo ha donato senza grancassa al seguito: la metonimia sua era 'beviamoci una bottiglia'. E via con le discussioni colte col maestro, l'artigiano, la cuoca e la professoressa. E la sua opera era chiara e trasparente, senza fronzoli da caminetto. Ieri in vita e oggi più che mai vivido nel ricordo
Niente di ideologico, a meno di dare al coraggio e alla umanità il grado di ideologia della vita - che io considero principio assoluto - ma mi permette di dare al mio amico Pederiali la serenità e la intelligenza che solo un maestro di vita può donare.
A Natale di ogni anno mi inviava i piccoli libricini contenenti suoi miniracconti.
Le conservo tutte. Oggi penso: ci sarà un professore che vuole ricordare ai ragazzi Giuseppe Pederiali da Finale Emilia?
In quella parte di Padania è nato un grande poeta dimenticato, un uomo politico nazionale che ha fatto in tempo a presiedere la assemblea costituente, Giuseppe Pederiali: le trombe della rinascita culturale e la gioia di un vivere generoso e gaudente le vogliamo far suonare? Io credo che nessuna paura può far tacere la voglia di cantare la vita.
Paolo Cristoni


.jpg)
