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Agricoltura 4.0: Confagricoltura fa il punto a Bologna

Agricoltura 4.0: Confagricoltura fa il punto a Bologna

I dati Nomisma del Focus regionale sull'Agritech: il 26% delle aziende dell'Emilia-Romagna ha investito in nuove tecnologie, ma i problemi non mancano


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Il 26% delle aziende intervistate dell'Emilia-Romagna ha investito in nuove tecnologie agricole; la percentuale nazionale si ferma al 22%. Questi alcuni macro-dati sull'utilizzo delle nuova tecnologie nelle imprese agricole della regione, emersi oggi al convegno 'Agricoltura FUTURA, tra strumenti e nuove tecnologie', organizzato da  #ConfagricolturaEmiliaRomagna al Granarolo Auditorium.  Alla presenza di  con Denis Pantini, Gianpiero Calzolari, Paolo De Castro, Herbert Dorfmann, dell'Assessore regionale Simona Caselli, del Deputato leghista Guglielmo Golinelli e dei presidenti nazionale e regionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti ed Eugenia Bergamaschi

'L’agricoltura 4.0 è già una realtà ed ha un mercato di 100 milioni di euro, il 2,5% di quello globale che vale 3,5 miliardi di euro' - ha affermato Giandanti: 'Questa si avvale di 300 nuove soluzioni tecnologiche, dalle innovazione in campo al packaging, che è anch’esso “intelligente”.

Nonostante i progressi conseguiti, meno dell’1% della superficie coltivata è gestita con soluzioni smart. Serve un’opera di informazione e divulgazione, per facilitare le imprese a diventare più digitali, ma va pure avviato un nuovo corso di promozione dell’innovazione superando i problemi connessi all’esiguità delle risorse disponibili, ma anche e soprattutto alla qualità dell’organizzazione del sistema, con particolare riferimento ai nodi strutturali (dalle infrastrutture alla digitalizzazione delle campagne) e al disegno delle politiche, in una chiave di crescente orientamento alla domanda».

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'Gli associati ci chiedono politiche che incrementino la redditività delle aziende, che implicano un innalzamento degli standard quantitativi e qualitativi. Lo sviluppo dell’agri-tech è la strada da percorrere' - ha sottolineato Eugenia Bergamaschi. 'Con l’ausilio di moderni sistemi di raccolta e analisi dei big data, l’agricoltore potrà stilare un bilancio delle colture e fare valutazioni previsionali ed economiche. Una rivoluzione inarrestabile, ma che deve ancora fare i conti con le criticità evidenziate da Nomisma: solamente il 7% delle imprese emiliano-romagnole ha una superficie superiore ai 50 ettari e meno del 20% registra un fatturato annuo superiore ai 100mila euro. Serve l’aiuto delle Istituzioni italiane ed europee per promuovere e valorizzare il made in Italy agroalimentare'.

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