Ancora una flessione l'artigianato emiliano-romagnolo, nel secondo trimestre del 2025. La produzione manifatturiera in calo dello 0,9% anche se la frenata è quella più contenuta dall'inverno del 2023. Il fatturato scende del 2,2% e gli ordini dell'1,3%.
E' quanto emerge dallo studio sulla congiuntura del settore stilato da Unioncamere Emilia-Romagna. Il numero di imprese artigiane della manifattura è diminuito di 750 unità (-3%), scendendo a 24.126. Il settore della moda ha subito il calo maggiore con 222 imprese in meno (-5,6%), seguito da metallurgia e lavorazioni metalliche (-146 unità), 'altra manifattura' (-116) e industria alimentare (-84). Le imprese che hanno registrato un incremento della produzione sono salite al 29,2%, il livello più alto degli ultimi 30 mesi.
Il portafoglio ordini assicura poco più di due mesi di produzione, in crescita rispetto al 2024. L'utilizzo degli impianti resta stabile al 68%. Quanto alla forma giuridica, aumentano solo le società di capitale (+11 unità), mentre calano società di persone (-326) e ditte individuali (-433). Queste ultime rappresentano ancora sei imprese artigiane su dieci. Nelle costruzioni la situazione più complessa: il volume d'affari arretra del 4,6% e solo il 12,6% delle imprese registra aumenti. Il numero di imprese attive scende a 48.458 (-1.091 unità), con i lavori specializzati che perdono 904 aziende e la costruzione di edifici 167. Anche qui crescono solo le società di capitale (+278 unità, +5,5%), che raggiungono l'11% del totale, mentre diminuiscono ditte individuali (-1.182) e società di persone (-178).
Artigianato E-R ancora in flessione
Nel secondo trimestre calo inferiore al dato precedente, ma comunque negativo
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