'Anche la Camera di Commercio nei giorni scorsi ha reso note alcune elaborazioni (su dati Prometeia) rispetto allo scenari economico modenese, rivedendo al ribasso il valore aggiunto del 2024 (cioè la capacità delle imprese modenesi di creare valore) e indicando per il biennio 2025-2026 una ripresa sia del valore aggiunto sia dell’export verso l’Europa. Ci troviamo insomma di fronte ad un mondo produttivo modenese a due facce: da un lato aziende in difficoltà, che arrancano, che ricorrono agli ammortizzatori sociali e soffrono l’instabilità dei mercati, soprattutto nei settori più esposti, soprattutto aziende di piccole dimensioni o che si trovano in fondo alla catena del valore (servizi, terziario, contoterzisti, artigiani etc). Dall’altro, aziende che continueranno anche dentro alla crisi a vedere crescere i propri guadagni. Su questa possibile ripresa nel 2025 e nel 2026, che ci auguriamo possa essere reale ma sulla quale non possiamo che esprimere qualche dubbio soprattutto per le incertezze del mercato, per le complicate previsioni rispetto agli effettivi impatti del sistema dei dazi e della guerra economica in corso e per la assenza di politiche industriali serie, vogliamo essere chiari: non accetteremo che ancora una volta il sistema delle imprese invece di investire sull’innovazione e sui salari dei lavoratori e delle lavoratrici decida di voltarsi dall’altra parte e di mettersi in cascina i profitti - continua Dieci -.
'Per questo, vogliamo redistribuire i profitti, aumentare i salari, chiediamo di rafforzare la qualità del lavoro, vogliamo combattere la precarietà. Allo stesso tempo, serve mettere in campo tutte le iniziative per salvaguardare i posti di lavoro in uno scenario economico così incerto, perché difendere il lavoro significa anche difendere il sistema produttivo peculiare modenese, nonostante la crisi legata ai dazi e le incognite di questa fase. Per questo chiediamo come Cgil Modena di attivare tutti gli strumenti a supporto di lavoratrici e lavoratori e del sistema produttivo modenese, promuovendo un Osservatorio composto da Organizzazioni sindacali, associazioni di categoria, Camera di Commercio, Università, Istituzioni, per leggere in anticipo le dinamiche che si sviluppano e trovare tutte le soluzioni possibili per valorizzare il lavoro, salvaguardare e innovare il nostro modello produttivo, sviluppare politiche industriali locali efficaci per una transizione giusta.


