'Uno sciopero che - sottolinea la segretaria USB - non nasce all’improvviso. È il punto di arrivo di un conflitto che, secondo il sindacato di base, si trascina da anni dentro SETA, tra mancati riconoscimenti, accordi contestati e un clima aziendale definito “ostile” verso chi non si allinea alle sigle confederali. Una mobilitazione che coinvolgerà i bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza, con presidio dalle 8.30 davanti alla sede di Strada Sant'Anna.
USB parla apertamente di un contesto segnato da pressioni, disinformazione e discriminazioni, dove a pagare il prezzo più alto sarebbero i conducenti. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, spiegano, è una lunga serie di episodi: dal fallimento dei tentativi di conciliazione in azienda e in Prefettura alla discussa “tassa sulla stanchezza”, fino al referendum sul Premio di Risultato, definito “ingannevole” e disertato dalla maggioranza degli autisti contrari alla modifica dell’accordo.
A pesare è anche l’ennesima aggressione subita da un autista, episodio che riporta al centro il tema della sicurezza sul lavoro, considerato prioritario nella piattaforma sindacale. USB denuncia inoltre disparità di trattamento nella ricollocazione del personale non idoneo alla guida e un sistema di relazioni industriali che, a loro dire, esclude deliberatamente il sindacato di base da ogni tavolo da quindici anni. Una scelta che l’azienda giustificherebbe con la necessità di “non rompere l’equilibrio” con le sigle firmatarie, le stesse che – accusa USB – rifiutano di indire le elezioni RSU.
Sul piano contrattuale, il sindacato punta il dito contro accordi aziendali giudicati “a perdere”. Per il personale viaggiante di vecchia assunzione, gli accordi di secondo livello non vengono aggiornati dal 2008, con indennità ferme a pochi centesimi. Per gli assunti dopo il 2012, l’intesa del 2022 avrebbe invece tagliato quindici riposi e introdotto nuova flessibilità sui turni. Una flessibilità che USB definisce “selvaggia”, soprattutto dopo l’ultimo accordo sui turni a disposizione, considerato una “svendita sulla pelle degli autisti”: reperibilità a costo zero, turni comunicati con sole 24 ore di anticipo, impossibilità di programmare vita privata e riposo, nessuna garanzia sulle fasce orarie.
La piattaforma rivendicativa dello sciopero ruota attorno a cinque assi principali: sicurezza, rinnovo salariale, programmazione dei turni, riposi adeguati e carenza di organico.
Lo sciopero si svolgerà nel rispetto delle fasce di garanzia previste per ciascun bacino. Per USB, però, la giornata di lunedì rappresenta soprattutto un passaggio politico: un segnale contro un modello di gestione del personale che, a loro giudizio, sacrifica diritti, sicurezza e qualità della vita dei lavoratori in nome della produttività.



