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Sicurezza, turni, salari: sciopero USB di 24 ore in Seta

Sicurezza, turni, salari: sciopero USB di 24 ore in Seta

Lunedì 8 giugno, nei tre bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza. 'Rifiutiamo un modello aziendale opaco e punitivo per gli autisti, e ostile verso chi non si allinea ai sindacati confederali'


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Ventiquattro ore di astensione dal lavoro nei bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza, quella proclamata da USB Lavoro privato per lunedì 8 giugno. Al centro della mobilitazione sicurezza, turni, salari, democrazia sindacale e il rifiuto di un modello aziendale considerato “opaco e punitivo” verso gli autisti.
'Uno sciopero che - sottolinea la segretaria USB - non nasce all’improvviso. È il punto di arrivo di un conflitto che, secondo il sindacato di base, si trascina da anni dentro SETA, tra mancati riconoscimenti, accordi contestati e un clima aziendale definito “ostile” verso chi non si allinea alle sigle confederali. Una mobilitazione che coinvolgerà i bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza, con presidio dalle 8.30 davanti alla sede di Strada Sant'Anna.

USB parla apertamente di un contesto segnato da pressioni, disinformazione e discriminazioni, dove a pagare il prezzo più alto sarebbero i conducenti. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, spiegano, è una lunga serie di episodi: dal fallimento dei tentativi di conciliazione in azienda e in Prefettura alla discussa “tassa sulla stanchezza”, fino al referendum sul Premio di Risultato, definito “ingannevole” e disertato dalla maggioranza degli autisti contrari alla modifica dell’accordo.

A pesare è anche l’ennesima aggressione subita da un autista, episodio che riporta al centro il tema della sicurezza sul lavoro, considerato prioritario nella piattaforma sindacale.
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USB denuncia inoltre disparità di trattamento nella ricollocazione del personale non idoneo alla guida e un sistema di relazioni industriali che, a loro dire, esclude deliberatamente il sindacato di base da ogni tavolo da quindici anni. Una scelta che l’azienda giustificherebbe con la necessità di “non rompere l’equilibrio” con le sigle firmatarie, le stesse che – accusa USB – rifiutano di indire le elezioni RSU.

Sul piano contrattuale, il sindacato punta il dito contro accordi aziendali giudicati “a perdere”. Per il personale viaggiante di vecchia assunzione, gli accordi di secondo livello non vengono aggiornati dal 2008, con indennità ferme a pochi centesimi. Per gli assunti dopo il 2012, l’intesa del 2022 avrebbe invece tagliato quindici riposi e introdotto nuova flessibilità sui turni. Una flessibilità che USB definisce “selvaggia”, soprattutto dopo l’ultimo accordo sui turni a disposizione, considerato una “svendita sulla pelle degli autisti”: reperibilità a costo zero, turni comunicati con sole 24 ore di anticipo, impossibilità di programmare vita privata e riposo, nessuna garanzia sulle fasce orarie.

La piattaforma rivendicativa dello sciopero ruota attorno a cinque assi principali: sicurezza, rinnovo salariale, programmazione dei turni, riposi adeguati e carenza di organico.
USB chiede un adeguamento degli stipendi al costo della vita, un Accordo Unico Aziendale per i tre bacini, un doppio riposo nel fine settimana almeno una volta al mese e una programmazione dei turni conforme alla giurisprudenza, con comunicazione delle disponibilità almeno 48 ore prima. Sullo sfondo resta la denuncia di un sistema sindacale “monopolizzato”, dove – sostiene USB – la democrazia viene evocata solo quando utile a mantenere gli equilibri interni.

Lo sciopero si svolgerà nel rispetto delle fasce di garanzia previste per ciascun bacino. Per USB, però, la giornata di lunedì rappresenta soprattutto un passaggio politico: un segnale contro un modello di gestione del personale che, a loro giudizio, sacrifica diritti, sicurezza e qualità della vita dei lavoratori in nome della produttività.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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