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Cisl: 'Ausl Modena, un sistema dopato dallo straordinario'

Cisl: 'Ausl Modena, un sistema dopato dallo straordinario'

'Centomila ore extra in un anno. Ora servono verità e investimenti. Bene il passo avanti dell’azienda per valorizzare i lavoratori'


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'I numeri sono impietosi: l’Ausl di Modena ha retto fin qui su un sistema dopato dal lavoro extra, costringendo le persone a vivere come criceti nella ruota. Ma nelle ultime ore l’Azienda ha compiuto un primo passo importante, riconoscendo che per anni i lavoratori sono stati governati male e mettendo sul piatto 3.5 milioni per nuove assunzioni. Finalmente si è capito che non si può comprare all’infinito la resistenza delle persone'.

Così Gennaro Ferrara, leader Cisl Fp Emilia Centrale, commenta l’analisi sullo stress che divora la macchina sanitaria, discussa venerdì con il Direttore generale Mattia Altini e la nuova Direzione infermieristica. 'Anni di mancata programmazione hanno prodotto una dipendenza strutturale da straordinari, prestazioni aggiuntive e rientri. È un’eredità pesante raccolta da chi adesso si trova al timone di Ausl. La Direzione ha riconosciuto che il personale va coinvolto, valorizzato e governato con una programmazione seria', spiega Ferrara. Perché oggi il prezzo lo pagano professionisti con usura psicofisica, rischio di errore, famiglie sacrificate.


Nel 2025 l’Ausl ha liquidato 70.226 ore di straordinario, contro 54.049 nel 2024: +30%, per 1.299.149,98 euro, il 29,7% in più. Le prestazioni aggiuntive sono ore volontarie fuori turno, pagate con tariffe specifiche e dovevano servire prioritariamente per l’abbattimento delle liste d’attesa.

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Nel 2025 sono salite a 30.554 ore (+37,1%), per 1.343.984,50 euro (+39,1%). Sommando i due istituti si sfiorano 100.780 ore extra: l’equivalente del lavoro annuo di oltre 50 dipendenti a tempo pieno.

Allerta rossa anche sulla continuità assistenziale, diventata un altro tappabuchi. Tra agosto e dicembre 2025 sono state pagate 10.650 ore per 196.156 euro; nei primi tre mesi del 2026 siamo già a 8.868 ore per 162.158 euro.


Si aggiungono i rientri da casa, usati per coprire assenze improvvise e, soprattutto, turni scoperti. Il lavoratore riceve un gettone per quella copertura aggiuntiva. Dall’utilizzo dei gettoni (12.887 gettoni, costo: 696 mila euro tra 2025 e 2026) si ricava la mappa delle strutture più sotto pressione per carenza d’organico: Carpi assorbe il 34,3% dei gettoni. Seguono Pavullo con il 16,5%, Mirandola con il 15,7%, Modena con il 14,7% e Vignola con il 10,8%. Nell’85% dei casi a rientrare sono infermieri e Oss.


'Ci vuole una radicale cura antidoping, per proteggere la sanità e i sanitari', osserva Ferrara. Nel confronto di venerdì è stato condiviso con Ausl l’obiettivo generale: riorganizzare, assumere e ridurre la dipendenza dallo straordinario. Cosa accade: per giugno, luglio e agosto saranno pagate le prestazioni aggiuntive autorizzate e i rientri da casa.

La Direzione ha inoltre prospettato un accordo da 3 milioni complessivi nel 2026-2027 per sviluppi professionali (Dep), mobilità interna del personale e welfare.

Cisl ha proposto di promuovere, d’intesa con le altre Aziende sanitarie provinciali (Aou e Ospedale di Sassuolo), un progetto straordinario e temporaneo di valorizzazione del personale, rivolto ai professionisti che, su base volontaria, si rendono disponibili a garantire la copertura dei turni nelle strutture maggiormente in difficoltà.

Il passaggio più importante riguarda il piano straordinario di assunzioni che la Cisl Fp chiede da almeno tre anni: la Direzione ha confermato un finanziamento di 3,5 milioni di euro.

'Ora servono scadenze e atti formali. La cura antidoping comincia con un’operazione verità su fabbisogni e dotazioni organiche per struttura e per profilo. Il piano assunzionale è la prima risposta forte al fallimento della vecchia organizzazione. Ora l’Ausl dimostri di voler andare fino in fondo'.

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