“Già mesi fa avevo prospettato il rischio di un aumento delle tariffe dei rifiuti anche a Modena, ma ero stato smentito. Sarebbe troppo facile dire adesso ‘avevo ragione’, per questo il mio intervento non è contro nessuno ma è oggettivo. Chi ricopre un incarico pubblico ha il dovere di fare domande quando intravede un rischio e di esigere chiarezza nell’interesse collettivo. È una mera constatazione dei fatti, mossa da uno spirito costruttivo, senza allarmismi”. Esordisce così il consigliere regionale e capogruppo dei ‘Civici con de Pascale’, Vincenzo Paldino, sulle polemiche di questi giorni innescate dall’incremento dei costi per la gestione dei rifiuti, deliberato dall’assemblea di zona di Atersir per il periodo 2026-2029.
“I cittadini modenesi – prosegue Paldino – si trovano oggi a fare i conti con prospettive di aumento delle tariffe dei rifiuti che, solo pochi mesi fa, venivano escluse categoricamente. Lo scorso 13 ottobre 2025, attraverso un’interrogazione in Regione, avevo sollevato la necessità di una maggiore trasparenza sul nuovo sistema di raccolta introdotto a Modena, chiedendo di verificare con attenzione i costi che sarebbero ricaduti sulla comunità. Il 25 novembre, il sindaco Massimo Mezzetti rassicurò pubblicamente la città, affermando che non ci sarebbe stato alcun costo in più.
Oggi il dibattito pubblico racconta una realtà diversa, parlando apertamente di rincari in bolletta e di interventi per contenerne l’impatto”.Secondo l'analisi del consigliere dei Civici, la rimodulazione del servizio a Modena ha generato un effetto domino negativo: “Il ritorno ai cassonetti, oltre a creare confusione tra i cittadini, ha peggiorato la qualità del differenziato. La conseguenza sotto gli occhi di tutti è una città segnata da continui abbandoni di rifiuti e più sporca. Alla prossima rilevazione vedremo quasi certamente un calo della percentuale di raccolta differenziata. Quel quasi 80% faticosamente raggiunto rischia di restare solo un ricordo. Il paradosso è evidente: ai modenesi rischia di restare una città meno al passo con i tempi, con una percentuale di differenziata non in linea con gli obiettivi regionali e nazionali, un inceneritore di cui si continua a rimandare lo spegnimento e, purtroppo, una delle tariffe più alte d'Italia”.
Conclude Paldino: “La politica e i dibattiti passano, ma le bollette arrivano puntuali nelle case delle famiglie modenesi. Ed è proprio su questo che la politica deve dimostrare serietà, trasparenza e massimo rispetto”.


