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Rifiuti urbani e tariffe, Legambiente Modena: 'Serve assunzione di responsabilità dalla giunta'

Rifiuti urbani e tariffe, Legambiente Modena: 'Serve assunzione di responsabilità dalla giunta'

'Non accettiamo che, a fronte di scelte discutibili, si scarichino le responsabilità su capri espiatori. Serve invece un’operazione di serietà'


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Le dichiarazioni degli amministratori di Modena sull'aumento delle tariffe dei rifiuti e sul Piano Economico Finanziario hanno suscitato perplessità nel circolo modenese di Legambiente, che nel corso degli ultimi due anni ha più volte posto il tema dell’impatto ambientale ed economico della nuova trasformazione ‘a ritroso’ del sistema di raccolta dei rifiuti in città.


'Partiamo da un presupposto: attribuire aumenti dei costi, e quindi delle tariffe, alle scelte della precedente Amministrazione, che peraltro aveva puntato in una direzione condivisibile sotto il profilo degli obiettivi di qualità del servizio, è una semplificazione che non rende giustizia alla complessità del sistema. Si rischia di trasformare un tema tecnico in una polemica politica - commenta l’associazione -. Da parte nostra, continuiamo a ritenere che il sistema più efficace, sia dal punto di vista ambientale sia da quello economico, sia il porta a porta integrale, accompagnato da una tariffa puntuale realmente incentivante, capace di premiare concretamente i cittadini che producono meno rifiuto indifferenziato e differenziano meglio'.


Legambiente rimarca come il passaggio dal modello previsto dall’ultimo bando di gara per l’affidamento del servizio (che prevedeva, nel residenziale, cassonetti ad accesso controllato per il rifiuto indifferenziato, cassonetti stradali ad accesso libero per la raccolta di organico, vetro e sfalci e potature

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e raccolta domiciliare di carta e plastica mediante sacchi; nel forese, nel centro storico e nelle zone artigianali e industriali invece doveva essere realizzato un servizio porta a porta integrale) era la base per la definizione dell’offerta economica da parte dei candidati gestori.


'Ciò che invece oggi non può essere ignorato è che l'attuale Amministrazione ha modificato in modo significativo il modello previsto dalla gara, introducendo cassonetti ad accesso controllato anche per carta e plastica, mantenendo le frequenze di raccolta potenziate nelle aree del forese e incrementandole nel centro storico”, sottolinea Legambiente. “Sono scelte che hanno inevitabilmente un impatto sull'organizzazione del servizio e sui suoi costi: per questo motivo, crediamo sia necessario esplicitare pubblicamente per quanta parte l'aumento del Piano Economico Finanziario sia connesso alle decisioni assunte in passato e per quanta, invece, derivi dalle modifiche introdotte negli ultimi 18 mesi'.


La chiarezza sui reali fattori che comportano l’incremento del costo del servizio è un passaggio fondamentale, per Legambiente, per capire dove sia possibile intervenire e quali siano le scelte più opportune, sia per la mitigazione dei costi, sia per efficientare il servizio sotto il profilo della qualità dei rifiuti raccolti.

'Su questo punto, la scelta di bloccare l'evoluzione verso il porta a porta integrale (oggi riconosciuto come il sistema più efficace per migliorare la qualità della raccolta differenziata e contenere la produzione di rifiuto indifferenziato) introducendo i cassonetti ad accesso controllato anche per carta e plastica rappresenta un elemento cruciale. Questa scelta rischia di compromettere la qualità delle frazioni raccolte, diminuendone il valore e i corrispettivi riconosciuti dai consorzi di filiera per il loro avvio a riciclo. È quindi necessario garantire la massima trasparenza, non solo sui servizi richiesti e sulle relative remunerazioni, ma anche sugli effetti economici che un peggioramento della qualità della raccolta differenziata potrebbe determinare nel tempo sulle tariffe a carico delle utenze modenesi'.

Anche la mancata applicazione della tariffa puntuale, che può apparire come sgravio per le tasche dei cittadini, rimane un elemento problematico.


'La tariffazione puntuale dovrebbe ridurre la tariffa per chi produce meno rifiuto indifferenziato, e quindi incentivare tutti i cittadini a differenziare meglio: migliore è la raccolta differenziata complessiva, minori sono infatti le spese di trattamento dei rifiuti, e questo diventa un beneficio per tutta la comunità modenese che deve suddividere tali spese tra tutte le utenze. La modalità attuale, che attribuisce in automatico un numero molto elevato di conferimenti del rifiuto indifferenziato, danneggia quindi sia i cittadini più virtuosi, che finiscono per pagare anche conferimenti che non utilizzeranno mai, sia la comunità nel suo insieme, che non è spinta a comportarsi virtuosamente e che vedrà quindi aumentare la spesa di gestione complessiva.

Il Piano Economico Finanziario sarà infatti gravato sia da maggiori costi per la gestione del rifiuto indifferenziato, sia da minori ricavi derivanti dalla valorizzazione della raccolta differenziata'.


'Come associazione ambientalista, chiediamo maggiori informazioni e dati misurabili, per comprendere se le scelte fin qui compiute abbiano migliorato o peggiorato la qualità delle raccolte differenziate, se abbiano favorito la riduzione del rifiuto indifferenziato e abbiano prodotto effetti sui ricavi derivanti dal riciclo e sui costi complessivi del servizio - conclude -. Non accettiamo che, a fronte di scelte discutibili, si scarichino le responsabilità su capri espiatori. Serve invece un’operazione di serietà e di trasparenza, oltre che di applicazione degli obblighi di legge: già nel 2027 deve essere previsto un numero di conferimenti gratuiti più basso, calibrato per premiare realmente chi produce meno rifiuti'.

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