Oggi, però, - sottolinea Modena Civica - 'assistiamo a una brusca inversione di rotta: l'amministrazione comunale ha avviato un progressivo smantellamento di quel modello per tornare ai cassonetti stradali'.
Per la lista la 'nuova gestione appare contraddittoria e costosa. Il continuo cambio delle regole del gioco rischia infatti di gravare pesantemente sulle tasche dei modenesi. Per questo motivo nell’interrogazione chiediamo innanzitutto la massima trasparenza economica: la Giunta deve quantificare l'ammontare esatto delle risorse pubbliche spese prima per introdurre il ‘porta a porta’ e poi per rimuoverlo e riposizionare i cassonetti stradali. È fondamentale capire quale sia l'impatto reale di questo valzer organizzativo sul Piano Economico Finanziario e sulle tariffe finali pagate dalle famiglie'.
'Accanto al tema economico – affermano la consigliera e il presidente di Modena Civica, Katia Parisi e Rosario Maragò - vi è una evidente emergenza legata al decoro urbano e alla funzionalità del servizio. Le cronache locali e le segnalazioni dei residenti descrivono ormai quotidianamente postazioni stradali assediate da cumuli di immondizia abbandonata. Chiediamo dunque al Comune i dati reali sugli abbandoni degli ultimi cinque anni, quartiere per quartiere, per verificare se il ritorno alla strada abbia peggiorato la situazione e quanti fondi pubblici si stiano spendendo per i soli interventi straordinari di pulizia'.
A complicare la vita dei cittadini, secondo l’interrogazione, ci sono anche i malfunzionamenti della Carta Smeraldo.
A riguardo Modena Civica solleva 'una questione di puro buonsenso: se la Tariffa Corrispettiva Puntuale si calcola esclusivamente sulla quantità di rifiuto indifferenziato prodotto, che senso ha mantenere l'obbligo di tessera elettronica anche per gettare carta, cartone, plastica e lattine? Modena Civica propone ufficialmente di eliminare questo inutile ostacolo per i materiali riciclabili, semplificando la vita alle famiglie e riducendo i disagi legati ai blocchi dei cassonetti'.


