Dopo i saluti iniziali del presidente di BolognaFiere Gianpiero Calzolari, Augusto Ciarrocchi - presidente di Confindustria Ceramica - ha delineato la flessione di mercato della ceramica italiana. 'L’industria ceramica italiana continua a risentire delle gravi crisi che perdurano a livello internazionale e della mancanza di certezze nel settore dell’edilizia nazionale. Per le piastrelle di ceramica ma anche per gli altri nostri comparti, a fronte di volumi che si confermano in linea con il primo semestre dello scorso anno, il fatturato estero complessivo cala del 4% circa. Il mercato italiano mostra una riduzione più marcata, con un fatturato in calo nell’ordine del 6% a fronte di volumi stabili. Siamo un sistema industriale preso a modello nel mondo, che però oggi corre seri rischi di delocalizzazione a causa di tutta una serie di fattori, quali il sistema ETS e gli appesantimenti di costi che comporta per finire con il necessario miglioramento della certezza del diritto in campo fiscale e la garanzia dei tempi nella realizzazione delle infrastrutture, che scoraggiano le nostre imprese a continuare ad investire nei nostri territori. Ci chiamano “hard to abate”, ma sarebbe meglio dire ”hard to decarbonize”, perché in realtà è molto facile “abbattere” un settore con politiche che sono corrette nell'obiettivo, ma sbagliate nel merito. Un tema non ancora toccato – ha concluso Augusto Ciarrocchi – è quello del made in. Non è possibile che nel mercato europeo non si trovi una regolamentazione nel far sapere ai consumatori l‘origine del prodotto. Il Giappone e gli Stati Uniti lo fanno, mentre l’Europa lascia entrare prodotti senza che sia individuata l’origine della merce ed il consumatore non è in rado di fare una scelta a ragion veduta.
'Le persone dei nostri territori – ha sottolineato Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Transizione Ecologica - sanno esprimere competenze e manualità che hanno consentito al nostro tessuto imprenditoriale di far entrare l’Italia tra i Paesi del G7. Sono un patrimonio importante che non deve andare disperso perché rappresenta un nostro centrale punto di forza.
Dobbiamo continuare a mantenere l’impegno a favore della sostenibilità, sebbene il nostro paese emetta solo lo 0,7% del totale delle emissioni del pianeta, consapevoli che lo sviluppo di continenti come l’Africa peggiorerà la situazione generale. Dobbiamo perseverare nell’obiettivo arrivando a correggere distorsioni, come nel caso dell’automotive dove la costruzione di motori elettrici, più semplici rispetto a quelli termici, sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza di intere filiere della subfornitura. Abbiamo sostituito quasi completamente l’import di gas russo – ha proseguito il Ministro dell’Ambiente – con fornitore da Algeria ed Azerbaijan. Non sono tanto preoccupato dal rimanente 5% o in generale delle quantità necessarie al nostro Paese – e questo grazie anche al fatto che da gennaio 2025 il rigassificatore al largo di Ravenna entrerà in funzione – quanto dal livello dei prezzi.
Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, dopo aver sottolineato la vicinanza dell’Associazione alle popolazioni colpite dall’alluvione in Romagna, ha detto che 'dobbiamo far capire anche all’Europa che è necessario porre attenzione alle nostre imprese. Per noi l’industria ceramica è una eccellenza e non potevamo non essere qui a sostenerlo: è fondamentale supportare questa industria così importante per il Paese, leader del nostro made in Italy. Questo settore sa benissimo quanto è centrale l’ambiente avendo investito negli ultimi anni 2 miliardi, per arrivare al 100% di riciclo di acqua e scarti di produzione. Sono numeri importantissimi, è un settore attento all’ambiente e quindi è fondamentale che ci sia un riconoscimento'.


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