Il Consiglio ha approvato la proposta per la distribuzione di un dividendo unitario in contanti pari a 6 centesimi di euro per ciascuna delle 1.413.263.512 azioni rappresentative del Capitale sociale (al netto di quelle che saranno detenute in portafoglio alla data di stacco cedola: 2.147.560 al 7 febbraio 2022), per un ammontare massimo complessivo pari a 84.795.810,72 euro.
Soddisfatto l'ad Piero Luigi Montani. 'Il 2021 è stato un anno particolarmente importante per Bper sotto diversi aspetti, a partire dal significativo rafforzamento della posizione competitiva, che ci ha consentito di incrementare la quota di mercato degli impieghi dal 3,0% al 4,4% con una maggiore presenza nelle zone più produttive e dinamiche del paese e aumentare anche il numero di clienti di oltre il 50% dai 2,7 milioni precedenti a 4,2 milioni. Le attività messe in campo con rapidità ed efficacia, oltre a dimostrare il dinamismo del nostro Gruppo Bancario e la volontà di crescere anche per linee esterne, hanno portato ad un aumento strutturale della redditività ordinaria, accompagnato ad un forte miglioramento della qualità degli attivi e al mantenimento di una solida posizione patrimoniale, con un CET1 ratio Fully Phased pari al 13,5%. L’esercizio si è chiuso con un utile di 525 milioni di euro, con ricavi in costante aumento, supportati anche dall’ottima performance commerciale. Da sottolineare, inoltre, la crescita derivante dal business bancario tradizionale e dall’attività di finanziamento in forte accelerazione nell’ultimo trimestre dell’anno, a conferma della ripresa economica in atto. Trend che ci aspettiamo prosegua anche nel 2022 trascinato dagli investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza'.
'Sul fronte dei costi l’esercizio è stato caratterizzato da diverse componenti straordinarie connesse anche alla crescita del perimetro del Gruppo. Nel 4° trimestre dell’anno, inoltre, abbiamo spesato il costo relativo alla manovra sul personale volta a favorire un ricambio generazionale e posto in essere ulteriori azioni di razionalizzazione della base costi, che accresceranno la nostra efficienza operativa - continua Montani -. Con riferimento alla qualità del credito, abbiamo registrato dei trend in costante miglioramento, con un NPE ratio che a fine anno si è attestato al 4,9% lordo e 2,0% netto, grazie anche alle cessioni di crediti deteriorati effettuate nel corso dell’anno, incrementando al contempo i livelli di copertura.


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