Articoli Economia

Carni bovine sotto sequestro nel Reggiano

Carni bovine sotto sequestro nel Reggiano

Blocco dell’Ausl dopo l’inchiesta di Report: ritirati migliaia di chili provenienti dagli stabilimenti Bervini di Salvaterra


1 minuto di lettura

'I servizi veterinari dell'Ausl di Reggio Emilia hanno disposto il blocco ufficiale e il sequestro presso il deposito di Salvaterra delle carni provenienti dallo stabilimento di Pietole: una misura precauzionale in attesa degli esiti delle indagini congiunte dei servizi veterinari Nas e Procura della Repubblica'. Lo ha fatto sapere l'assessore alla sanità dell'Emilia-Romagna Massimo Fabi, aggiornando sulle presunte irregolarità nella gestione di carni bovine, negli stabilimenti riconducibili alla Bervini Primo Srl, emerse dalle inchieste giornalistiche della trasmissione Report.

Rispondendo all'interrogazione di Paolo Burani, di Avs, Fabi ha detto che 'nel corso delle indagini congiunte è stata ricostruita la tracciabilità di tutte le partite di carne provenienti da Paesi extra Unione europea congelate a Salvaterra e trasferite a Pietole a partire da dicembre 2024, e successivamente rientrate a Salvaterra'.

Su una parte di queste, ha aggiunto Fabi, 'l'Ats Val Padana ha disposto il ritiro dal mercato di circa 1500 kg destinati alla ristorazione su navi da crociera per le quali il Ministero della Salute ha coordinato le attività, circa 100 kg destinati a un ristorante della provincia di Modena e queste sono già state interamente consumate al momento della notifica'. Infine, ha concluso l'assessore, 'circa 3000 kg destinati ad una ditta produttrice di alimenti per animali da compagnia anch'essi già consumati'.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.