Tentata truffa aggravata ai danni dello Stato. E' l'ipotesi di reato su cui la Guardia di Finanza di Reggio Emilia sta indagando nei confronti di Silk Faw, la compagnia mista cinese e americana sbarcata nella città del Tricolore nella primavera del 2021, con il progetto di realizzare un maxi stabilimento per la produzione di auto elettriche di lusso. L'inchiesta, che ad oggi risulta essere senza indagati, è scattata nel luglio scorso e sarebbe concentrata sulla richiesta di un finanziamento di 38 milioni inoltrata da Silk Faw tramite accesso ai fondi del Pnrr.
Per ottenerli l'azienda avrebbe promesso investimenti per 380 milioni. Nei giorni scorsi le Fiamme Gialle reggiane si sono recate a Roma e acquisito i documenti relativi alla domanda a Invitalia, l'agenzia governativa partecipata al 100% dal ministero dell'Economia e delle Finanze e deputata all'attrazione degli investimenti e allo sviluppo d'impresa. Sotto la lente degli investigatori ci sarebbero anche alcune operazioni finanziarie della joint venture avvenute nel paradiso fiscale delle isole Cayman. Nei giorni scorsi Silk Faw ha rinunciato ufficialmente al contributo di 4 milioni per la costruzione del suo polo produttivo, cifra prima stanziata dalla Regione e poi disimpegnata dopo la marcia indietro della società sino-americana.
Caso Silk Faw, ora la Finanza indaga per tentata truffa allo Stato
L'inchiesta, che ad oggi risulta essere senza indagati, è scattata nel luglio scorso e sarebbe concentrata sulla richiesta di un finanziamento di 38 milioni
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