Circa 4.000 lavoratori sono già in cassa integrazione, 30 unità produttive si sono dovute fermare: troppo costoso produrre a queste condizioni. Lo ha ribadito oggi di fronte alle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera, il presidente di Confindustria Ceramica, Giovanni Savorani. 'Il settore ha dovuto affrontare criticità derivanti dal rincaro nei prezzi del gas, iniziato a metà dello scorso anno, e divenuto oggi una vera e propria emergenza a causa di quotazioni non compatibili con la prosecuzione dell'attività', ha spiegato Savorani. 'Oggi la situazione per i lavoratori e le imprese della Ceramica appare critica, alla luce delle oltre 4.000 persone per le quali si è dovuta attivare la cassa integrazione straordinaria e per le circa 30 unità produttive che si sono fermate, a cui ne vanno aggiunte altre che stanno lavorando a ciclo ridotto', è il quadro dipinto dal numero uno degli industriali della Ceramica, che ha avanzato a nome delle aziende del comparto, una serie di proposte di modifica dell'articolo 16 del decreto per contrastare il caro energia. Innanzitutto, è necessario che 'il prezzo riconosciuto ai concessionari sia equo ed effettivamente in grado di consentire alle imprese industriali di ricostruire, per alcuni anni, un prezzo medio delle forniture sostenibile'.
Confindustria Ceramica segnala tre criticità nel dispositivo del governo, che potrebbero indebolire l'efficacia della norma. 'La prima è relativa all'opportunità di introdurre un criterio di priorità verso i settori e le imprese a ciclo termico, per le quali il gas riveste una posizione preminente nei consumi. Fondamentale sarà inoltre la semplificazione delle procedure ed il consentire la partecipazione delle pmi, anche in forma aggregata. Infine la possibilità per le imprese di utilizzare una garanzia pubblica, tramite fondo gestito da Sace, alla luce dell'attuale situazione di liquidità delle imprese', è la proposta degli industriali. 'L'emergenza in atto rende necessarie anche la presenza di misure anticipatorie degli effetti, in quanto i tempi tecnici per l'approvazione dei piani, la realizzazione degli investimenti e l'espletamento delle diverse procedure saranno necessariamente lunghi e non compatibili con la drammatica crisi in atto', avverte Confindustria Ceramica.


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