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Dalla paura alla gioia: alla GIGI 23 lavoratori da quasi interinali a internalizzati

Dalla paura alla gioia: alla GIGI 23 lavoratori da quasi interinali a internalizzati
Dalla paura alla gioia: alla GIGI 23 lavoratori da quasi interinali a internalizzati

I lavoratori del salumificio di Castelnuovo rischiavano di passare ad un agenzia interinale dopo lo stop dell'appalto alla società per la quale lavoravano

I lavoratori del salumificio di Castelnuovo rischiavano di passare ad un agenzia interinale dopo lo stop dell'appalto alla società per la quale lavoravano


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Un risultato straordinario. Professionalmente, sindacalmente e socialmente parlando. I 23 lavoratori, assunti dalla ditta Aial s.r.l. titolare di un appalto di servizio con il salumificio Gigi di Castelnuovo Rangone, rischiavano dalla fine luglio, venuto meno il contratto d'appalto dell'azienda, di essere trasferiti in una società di lavoro interinale. Unica soluzione prospettata dalla dirigenza del salumificio per garantire ai lavoratori, quasi tutti con una lunga esperienza maturata all'interno dell'azienda di lavorazioni carni, di continuare a lavorare. 'Una prospettiva - specifica Enrico Semprini - referente Si Cobas a Modena poneva di fronte ad una possibile nuova frontiera rispetto alla riduzione dei diritti dei lavoratori'. Di fatto dopo anni di lavoro molti di loro non avrebbero avuto quel genere di contratto e di tutele oggi necessario anche per chiedere un prestito o per garantire la continuità nel pagamento delle rate del mutuo o dell'affitto. Una condizione sostanzialmente inacettabile che ha generato la contestazione e il pressing del sindacato e dei lavoratori sull'azienda.

'I lavoratori oggetto di questa operazione vantano anzianità di servizio tra gli otto ed i venti anni e sarebbero ritornati nella condizione di apprendisti (non come livello salariale, ma come inquadramento)' - sottolinea Semprini che in merito all'ipotesi di un lavoro somministrato
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da agenzia interinale specifica: 'Generalmente i contratti di somministrazione sono contratti che vengono utilizzati nella fase iniziale del rapporto di lavoro, talvolta quando ci sono picchi di lavoro oppure quando si vogliono inserire lavoratori in prova dentro le aziende'



'Dopo un lungo braccio di ferro che ci ha visti arrivare fino a praticare lo sciopero odierno - continua il referente provinciale Si Cobas - la notte scorsa ha portato consiglio facendo recedere l’azienda dalla intenzione iniziale e optando per un atto di lungimiranza manageriale: dopo tanti anni i lavoratori possono e devono essere assunti'. Cosa ha portato l'azienda a questa decisione? 'I fattori sono diversi - sottolinea Semprini. Ha pesato la tenacia della lotta dei lavoratori, la loro esperienza ma dalle nostre informazioni risulta che ci fossero buone possibilità che esistessero dei problemi di legittimità dal punto di vista normativo in quella operazione e che avremmo vinto o davanti al giudizio dell'Ispettorato del lavoro o davanti ad un giudice del lavoro'
Questo cambierà anche il rapporto con l'azienda: 'E’ chiaro che i lavoratori che hanno visto riconoscere i loro sforzi pluridecennali andranno a lavorare con uno spirito differente in questa azienda.

Si pensi a come sarebbero stati se invece si fossero trovati con
un contratto malvisto da molti istituti di credito e da molti proprietari di case al momento di dover cambiare abitazione per nuove necessità familiari.
Come sindacato è inevitabile sottolineare che è stata la solidarietà, l’unione e la forza d’animo dei lavoratori che hanno saputo lottare con determinazione fino all’ultimo giorno: è questo che ha portato al risultato.
Lo sforzo fatto per difendere la propria dignità umana e professionale è a garanzia di tutte e tutti i dipendenti delle varie aziende, perché se fosse accaduto quello che si voleva fare accadere saremmo stati di fronte al primo esempio di percorso lavorativo a tutele decrescenti. Ma la lotta paga e che chi non lotta ha già perso in partenza'
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