'Mentre ci si interroga sulla sostenibilità di 15 marchi, molti dei quali con vendite minime, il vero nodo è l’assenza di una visione politica e sociale che sappia gestire la transizione verso la mobilità elettrica senza distruggere il tessuto economico e sociale che la sostiene. La Motor Valley rischia di diventare la “valle delle lacrime” se non si mette al centro il benessere dei lavoratori e delle famiglie che ne dipendono. La crisi delle vendite, amplificata da politiche ecologiche poco pragmatiche e da un mercato europeo frammentato, impone un ripensamento radicale del modello economico. Non basta parlare di “Airbus dell’auto” o di sinergie tra gruppi; serve una politica industriale che riconosca il valore delle persone, protegga i posti di lavoro e garantisca una transizione equa. Con i colossi cinesi pronti a invadere i mercati e le grandi case europee paralizzate dalla burocrazia e dall'incapacità di innovare, il rischio è di vedere distrutto ciò che Modena e l’Italia hanno costruito in decenni di eccellenza - chiude Rinaldi -. È il momento di investire nelle competenze locali, nelle tecnologie avanzate e in una visione che metta il prodotto al centro, ma non a scapito della qualità della vita. La politica deve intervenire, smettendo di inseguire modelli economici obsoleti e assumendosi la responsabilità di costruire un futuro sostenibile, per le aziende ma soprattutto per chi le rende grandi: i lavoratori e le comunità che vi orbitano intorno. Solo così potremo salvare la Motor Valley e ridare dignità a un settore che ha fatto la storia del nostro Paese'.
'Dimissioni Tavares, motor valley rischia di essere valle di lacrime'
Rinaldi: 'Il rischio è di vedere distrutto ciò che Modena e l’Italia hanno costruito in decenni di eccellenza'
'Mentre ci si interroga sulla sostenibilità di 15 marchi, molti dei quali con vendite minime, il vero nodo è l’assenza di una visione politica e sociale che sappia gestire la transizione verso la mobilità elettrica senza distruggere il tessuto economico e sociale che la sostiene. La Motor Valley rischia di diventare la “valle delle lacrime” se non si mette al centro il benessere dei lavoratori e delle famiglie che ne dipendono. La crisi delle vendite, amplificata da politiche ecologiche poco pragmatiche e da un mercato europeo frammentato, impone un ripensamento radicale del modello economico. Non basta parlare di “Airbus dell’auto” o di sinergie tra gruppi; serve una politica industriale che riconosca il valore delle persone, protegga i posti di lavoro e garantisca una transizione equa. Con i colossi cinesi pronti a invadere i mercati e le grandi case europee paralizzate dalla burocrazia e dall'incapacità di innovare, il rischio è di vedere distrutto ciò che Modena e l’Italia hanno costruito in decenni di eccellenza - chiude Rinaldi -. È il momento di investire nelle competenze locali, nelle tecnologie avanzate e in una visione che metta il prodotto al centro, ma non a scapito della qualità della vita. La politica deve intervenire, smettendo di inseguire modelli economici obsoleti e assumendosi la responsabilità di costruire un futuro sostenibile, per le aziende ma soprattutto per chi le rende grandi: i lavoratori e le comunità che vi orbitano intorno. Solo così potremo salvare la Motor Valley e ridare dignità a un settore che ha fatto la storia del nostro Paese'.
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