Gli indici dei prezzi al consumo dello scorso febbraio sono stati elaborati nel contesto delle misure adottate con il Dpcm per contrastare la nuova ondata della pandemia; da segnalare il fatto che, già dalla fine di maggio 2021, la progressiva riduzione della gravità dell’emergenza sanitaria e la riapertura graduale della maggioranza delle attività commerciali di offerta di beni e servizi di consumo hanno limitato le criticità dei mesi precedenti, a partire da una netta diminuzione del numero di mancate rilevazioni che aveva raggiunto il picco nel mese di aprile 2020.
In particolare, in febbraio i dati per tipologia di prodotto registrano un valore congiunturale in salita (+ 1,2 %) sul totale dei beni, col traino costituito dai beni energetici (+ 2,5 %) e da quelli alimentari (+ 1 %). Segno positivo anche per i beni non regolamentati (+ 1,2 %) e gli altri beni (+ 0,8 %). Tornano a crescere pure i tabacchi (+ 0,2 %). Il totale dei servizi risulta in modesto aumento rispetto a gennaio (+ 0,1 %): nello specifico, si nota il segno più per i servizi vari (+ 0,5 %) e i servizi relativi all’abitazione (+ 0,1 %). In calo, invece, i servizi relativi alle comunicazioni (- 0,1 %) e i servizi ricreativi e culturali (-0,1%). Invariati i servizi relativi ai trasporti.
La divisione “Trasporti” (+ 1,6 %) si dimostra quella con l’aumento percentuale più rilevante: sul piatto della bilancia pesano i noti aumenti subiti dai prezzi dei carburanti per mezzi di trasporto privati, affiancati dalle automobili, che segnano rincari più moderati. Crescono anche le spese sulla manutenzione e riparazione di mezzi di trasporto privati e il trasporto aereo; cala il trasporto su rotaia. Significativo pure l’aumento di “Mobili, articoli e servizi casa” (+ 1.2 %): in crescita ci sono i prezzi di mobili e arredi, grandi elettrodomestici e dei beni non durevoli per la casa; in calo, internamente alla
“Alimentari e bevande analcoliche” fa segnare + 0,9 %: con l’eccezione di acque e bevande analcoliche, tutte le classi di spesa interne alla categoria sono in crescita e, in particolar modo, vegetali; pane e cereali; latte, formaggi e uova. Identico incremento per “Comunicazioni” (+ 0,9 %, divisione a completa rilevazione centralizzata nazionale): i rincari riguardano, innanzi tutto, gli apparecchi telefonici; leggerissimo calo, invece, per i servizi di telefonia.
Crescita importante anche per “Ricreazione, spettacolo, cultura” (+ 0,8 %): con l’avvicinarsi della bella stagione, gli articoli per giardinaggio, piante e fiori marcano rincari diffusi e consistenti; crescono inoltre i pacchetti vacanza, i giornali e, in misura minore, i computer. Flessione, viceversa, per gli apparecchi di ricezione, registrazione e riproduzione (come tv e stereo).
Sempre tra le voci in aumento, “Servizi sanitari e spese per la salute” fa segnare un 0,7 %: nonostante la stabilità della spesa sui prodotti farmaceutici, i rincari su servizi medici, dentistici e paramedici, determinano il segno più della divisione. Di poco inferiore il + 0,5 % per “Abitazione, acqua, energetici”: laddove l’ascesa dei prezzi dell’energia elettrica - comunque meno marcata delle scorse mensilità - continua a essere il principale traino dell'inflazione, il gas di rete segna un leggero calo congiunturale (le quotazioni sono comunque decisamente più alte del febbraio 2021).
La divisione che, al contrario, nel mese di febbraio 2022 registra il calo più significativo, per quanto moderato, è “Servizi ricettivi e ristorazione” (- 0,2 %): in piena “bassa stagione”, i servizi di alloggio segnano prevedibilmente una flessione; per contro, leggeri rincari per ristoranti e bar. L’ultima variazione riguarda “Altri beni e servizi” (- 0,1 %): i modesti aumenti su spese bancarie e gli effetti personali non contrastano efficacemente le flessioni di apparecchi non elettrici per la cura della persona; assicurazioni su mezzi di trasporto; gioielleria e orologeria.
Infine, ancora invariato, per il terzo mese consecutivo, il settore di spesa relativo a “Istruzione”.
La Cisl Emilia centrale si dichiara preoccupata per la corsa dei prezzi al consumo in provincia di Modena.'La situazione si sta facendo pesante anche nel nostro territorio- afferma la segreteria generale Rosamaria Papaleo- perché l'inflazione da una parte e gli stop produttivi di alcuni settori (come la ceramica) dall'altra rappresentano un serio rischio alla coesione sociale'.
Dunque, aggiunge Papaleo, 'vedremo quali misure il Governo assumerà nei prossimi giorni per frenare l'ascesa dei prezzi, in particolare dei carburanti e delle bollette energetiche che stanno mettendo in difficoltà famiglie e imprese'. Per quanto riguarda i costi dell'energia, in particolare, il sindacato di palazzo Europa chiede di utilizzare l'extra gettito Iva di questi mesi e tassare i maxi profitti delle imprese energetiche che, a suo dire, 'stanno aumentando i prezzi in modo ingiustificato'. Lo Stato, prosegue Papaleo, 'deve fare la sua parte mettendo a disposizione delle famiglie e imprese le maggiori entrate fiscali di cui sta beneficiando. Bisogna abbattere subito le accise su carburanti e prodotti energetici, mettere in campo una nuova strategia nazionale che incrementi la produzione italiana di gas, puntare su combustibili verdi, diversificare gli approvvigionamenti e sviluppare l'economia circolare: la direzione giusta è quella tracciata in Emilia-Romagna con il Patto regionale per il lavoro e il clima'.
Intanto per la Cisl sono evidenti anche a Modena le ricadute negative dell'invasione russa in Ucraina, con forti rallentamenti sia dell'export che dell'import, soprattutto di alcune materie prime.


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