Nell’incontro l’azienda, pur dichiarando di voler rispettare integralmente l’accordo sul trasferimento, ha però posto una serie di richieste che per la Cgil sono inaccettabili, chiedendo infatti ai lavoratori ulteriori sacrifici ed arrivando addirittura a discriminare i lavoratori che, alla data della reinternalizzazione dell’appalto il 31.12.2021, saranno in malattia, in maternità, in infortunio, ecc…
Inoltre, l’impresa chiede un accordo contestuale per derogare su orario e organizzazione del lavoro previsti dal contratto nazionale dell’industria alimentare, a partire dal 1° gennaio 2022.
La Cgil di Modena sottolinea che siamo di fronte a un’impresa che, nonostante la pandemia, ha aumentato ricavi e profitti presentando un bilancio 2020 con un ulteriore utile di 7 milioni e 700 mila euro che si somma ai quasi 35 milioni di euro degli esercizi 2016-17-18-19, utili fatti anche e soprattutto con il contributo quotidiano dei lavoratori.
Nonostante ciò, oggi, l’azienda pretende ulteriori sacrifici dai lavoratori in termini di maggiori flessibilità dell’orario di lavoro, minacciando anche trasformazioni dei rapporti di lavoro da full time a part time.
“I lavoratori hanno già fatto in questi anni sacrifici a sufficienza, e adesso è il momento che sia l’impresa a dare, senza chiedere in cambio nulla” affermano Cesare Pizzolla (segreteria Cgil), Laura Petrillo (Filcams/Cgil), Marco Bottura (Flai/Cgil) e Samantha Sapiente (Filt/Cgil).
La Cgil chiede il rispetto degli accordi sottoscritti e l’assunzione diretta di tutti i lavoratori dell’appalto Evologica secondo le modalità previste dalla legge e sull’organizzazione del lavoro si è dichiarata disponibile ad aprire successivamente un tavolo di confronto.
Per queste ragioni la Cgil ha oggi rotto il tavolo di trattativa, nonostante le altre sigle sindacali siano rimaste, e la prossima settimana saranno indette le assemblee per informare i lavoratori e proclamare lo stato di agitazione con le prime iniziative di mobilitazione.
Iniziative che andranno avanti sino a quando non ci sarà una posizione aziendale che tenga conto dei diritti dei lavoratori.
“L’azienda deve capire che ha di fronte delle persone in carne e ossa e non dei numeri! E che il ruolo dell’impresa non è solo quello di garantire utili all’azionista, ma anche redistribuire una parte della ricchezza verso coloro che quelle ricchezze le producono” affermano i sindacalisti della Cgil.
La Cgil - conclude il sindacato - chiede
Immediata la replica della società: 'In controtendenza, nel luglio 2019 Italpizza fece la scelta coraggiosa, supportata dall’accordo definito con i Sindacati Confederali, di addivenire dal 1° gennaio 2022 alla internalizzazione dei lavoratori impegnati nel processo produttivo. Inoltre, entro tale data, l’accordo prevedeva importanti incrementi retributivi, impegni che Italpizza ha incontestabilmente onorato.
In data odierna, nel tavolo di confronto con le OOSS Confederali per definire le modalità di perfezionamento della conclusione dell’iter di internalizzazione, nel quale, l’azienda ha ribadito che non c’è e non ci sarà nessun cambiamento riguardo gli impegni assunti che saranno integralmente rispettati.
Italpizza - prosegue la nota dell'azienda - ha confermato la centralità ed il ruolo delle maestranze operanti nel sito di Modena. Non a caso nel 2020, a seguito dei repentini cambiamenti di mercato imposti dalla pandemia, l’azienda è riuscita a garantire la continuità produttiva e a gestire, con grande equilibrio e responsabilità, una problematica di esuberi evitando di ricorrere a licenziamenti di massa, traghettando i livelli dei volumi produttivi al 2022 con concrete prospettive di tornare
Italpizza ha evidenziato che in virtù dell’internalizzazione, per consentire il proseguo dell’attività e garantire il posto di lavoro a tutti, è necessario condividere con le OOSS l’impostazione organizzativa del lavoro, che non si può discostare dall’attuale. Non si è chiesta maggiore flessibilità, ma semplicemente di mantenere, necessariamente, gli attuali assetti organizzativi.
Riguardo alle citate “discriminazioni” CGIL ha probabilmente frainteso la questione. Tecnicamente non è possibile internalizzare chi al 31/12/2021 sarà in malattia, infortunio o maternità. Questi lavoratori potranno essere assunti al termine di tali condizioni.
Di tutta risposta CGIL ha abbandonando unilateralmente il Tavolo negoziale. L’azienda invece conferma che proseguirà nel processo di internalizzazione di tutti i lavoratori del processo produttivo garantendo così una miglior retribuzione rispetto all'attuale, rimanendo altresì aperta ad ulteriori e ragionevoli confronti con le OOSS negli incontri già fissati con CISL e UIL, invitando anche CGIL ad apportare il proprio contributo'



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