'Seta ha voluto la tassa sulla stanchezza. Gli altri sindacati l’hanno firmata e difesa, attaccando la Fit Cisl che diceva no. Ora che abbiamo salvato il premio dei nostri iscritti, l’azienda annuncia il ritorno alle regole del 2024: tassa cancellata. Ma invece di chiedere scusa agli autisti, Seta corre scompostamente ai ripari e cerca di addossarci la responsabilità della retromarcia. E i sindacati che magnificavano quell’accordo? Ora chiedono di abbandonarlo. Un capolavoro al contrario'. Così Aldo Cosenza, leader Fit Cisl Emilia-Romagna, a Seta e alle sigle Filt Cgil, Uiltrasporti, Ugl e Faisa.
E’ utile ricordare cosa c’è in ballo, quindi. Con l’accordo del 16 aprile, al primo incidente, anche lieve, l’autista perdeva il 40% del premio, poi fino al 60%. Su 800 euro medi, significa perderne 320 già al primo sinistro. Senza franchigie. Una vera tassa sulla stanchezza per chi guida tra turni pesanti, straordinari e carenza di personale.
'Per noi era inaccettabile. Per gli altri un accordo da vantare e difendere. È successo che non l’abbiamo firmato, chiedendoil voto degli autisti: quasi 500 hanno partecipato al nostro referendum del 21 aprile e a Modena il 96% ha detto no. Poi cinque mesi di vertenza, ricorso ex articolo 28 per comportamento antisindacale di Seta e quattro udienze.
La conciliazione ha tutelato i nostri iscritti: per loro niente tassa sulla stanchezza e ritorno alle regole del 2024, cioè nessun taglio entro due incidenti e 2.500 euro di danni, oltre quelle soglie decurtazione massima del 20%. Una tutela fortissima per gli iscritti all’unico sindacato che ha dato battaglia contro questa vergogna'.Cosenza incalza, ricorda che le altre sigle 'ci accusavano di mentire e sostenevano il sì al referendum del 5 maggio. Faisa è perfino andata in tribunale a testimoniare a favore di Seta. Ora definiscono “aberrazione” la nostra tutela ottenuta davanti al giudice ma chiedono di avere anch’essi le vecchie regole. Ma il problema non è la tutela che abbiamo conquistato noi. È quella che hanno ceduto loro. Se l’accordo che introduce la tassa sulla stanchezza era tanto bello, perché vogliono abbandonarlo?'.
La vertenza, ribadisce Fit Cisl, era stata mossa a Seta, non agli altri sindacati 'e Seta ha conciliato per evitare il rischio di una condanna per condotta antisindacale. Nessuna sentenza di merito, certo; ma l’assenza di una condanna non è un’assoluzione'.
Intanto il sindacato contesta la comunicazione del 16 ottobre, con la quale Seta ha annunciato il ritorno al premio del 2024: 'Riteniamo lesivo attribuire questa scelta ad una specie di danno prodotto dalla nostra battaglia e abbiamo dato mandato ai legali per una nuova azione contro Seta per condotta antisindacale. Se vogliono le garanzie del 2024 per tutti, bene. Ma ognuno si assuma la propria responsabilità: noi rispondiamo dei diritti difesi con successo, Seta delle proprie scelte dannose per gli autisti, gli altri sindacati di una retromarcia innescata per il timore di perdere iscritti. Perché di questo stiamo parlando'.


