L'annuncio ha provocato immediate reazioni geopolitiche. È una mossa della Russia per mettere in difficoltà gli Stati Uniti e l'Occidente scrive il Wall Street Journal secondo cui la diminuzione dell'offerta potrebbe comportare un aumento delle quotazioni a livello globale e aiutare la Russia, grande esportatore di petrolio, a pagare la sua guerra in Ucraina. Secondo il quotidiano Usa la decisione potrebbe minare anche il piano del G7 per il price cap petrolio russo sul mercato globale, parte fondamentale della battaglia economica dell'Occidente contro Mosca. Ci potrebbero essere conseguenze rialziste sull'inflazione globale che le banche mondiali stanno provando a riportare al 2% e sui prezzi della benzina in Usa a poco più di un mese dalle elezioni di Midterm. Dopo aver superato i 100 dollari a nei primi sei mesi dell'anno a causa dell'invasione russa dell'Ucraina, i prezzi sono scesi del 32% negli ultimi quattro mesi, ricorda il Wsj, a causa dei timori di un rallentamento globale, con il Brent, che è andato per la prima volta sotto gli 83 dollari al barile da gennaio. I membri dell'Opec+ hanno tenuto a precisare che le decisioni prese vanno viste come una risposta tecnica a un'economia globale in declino, in particolare in Cina, dove le restrizioni legate al Covid-19 hanno danneggiato la domanda di petrolio. Ma gli analisti concordano, e in privato i delegati dell'Opec+ hanno confermato, che la mossa sarebbe stata una grande vittoria per la Russia, che ha perso circa un milione di barili al giorno di produzione di petrolio dall'inizio della guerra a febbraio.
A questi problemi di ampiezza globale si aggiungono quelli strettamente italiani.
Gli esperti avevano tagliato le prospettive lo scorso 5 agosto, citando le incertezze conseguenti alle dimissioni del governo Draghi e i dubbi sulla capacità di rispettare il sentiero di riforme previsto dal Pnrr. All'indomani del voto Moody's aveva mandato un monito all'Italia, sottolineando cinque punti chiave: l'entità del debito pubblico, il Pnrr, il costo dell'energia, l'inflazione e il costo del finanziamento. 'Il prossimo governo italiano deve affrontare una serie di sfide significative sul fronte del debito, in particolare l'attuazione del Pnrr', aveva affermato Sarah Carlson, vicepresidente senior del gruppo.



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