Per questo, 'si potrebbe pensare a un'estensione della validità del tampone rapido a 72 ore, come avviene in Francia: oggi con i livelli di contagio che abbiamo, potrebbe essere un azzardo che ci possiamo permettere', sostiene il presidente di Confindustria Emilia. 'Un'altra possibilità interessante potrebbe essere il modello tedesco', suggerisce, illustrando il sistema adottato per gli 'ospiti' delle aziende Oltralpe, dove non c'è l'obbligo del green pass nei luoghi di lavoro. Nelle imprese tedesche alcuni dipendenti possono fare un corso ed entrare a far parte di un albo di certificatori Covid 19. Forniscono il tampone rapido e assistono chi si sottopone autonomamente al test, certificando la corrisipondenza tra l'esito e la persona testata. L'azienda su carta intestata emette un certificato valido per l'ingresso. 'E' un modello interessante che potrebbe funzionare anche da noi, almeno i lavoratori che decidono di non procedere con la vaccinazione, potrebbero avere un tampone dalla validità più lunga e fatto direttamente in azienda', sintetizza Caiumi. Che resta contrario, però, all'idea che debbano essere le aziende a farsi carico dei costi, come, invece, ha chiesto nei giorni scorsi la Fiom di Bologna.
Self test Covid in azienda: la terza via proposta da Confindustria
Il modello tedesco rilanciato da Valter Caiumi, presidente Confindustria Emilia. ?Contrario all'obbligo, e chi non si vaccina va rispettato'
Per questo, 'si potrebbe pensare a un'estensione della validità del tampone rapido a 72 ore, come avviene in Francia: oggi con i livelli di contagio che abbiamo, potrebbe essere un azzardo che ci possiamo permettere', sostiene il presidente di Confindustria Emilia. 'Un'altra possibilità interessante potrebbe essere il modello tedesco', suggerisce, illustrando il sistema adottato per gli 'ospiti' delle aziende Oltralpe, dove non c'è l'obbligo del green pass nei luoghi di lavoro. Nelle imprese tedesche alcuni dipendenti possono fare un corso ed entrare a far parte di un albo di certificatori Covid 19. Forniscono il tampone rapido e assistono chi si sottopone autonomamente al test, certificando la corrisipondenza tra l'esito e la persona testata. L'azienda su carta intestata emette un certificato valido per l'ingresso. 'E' un modello interessante che potrebbe funzionare anche da noi, almeno i lavoratori che decidono di non procedere con la vaccinazione, potrebbero avere un tampone dalla validità più lunga e fatto direttamente in azienda', sintetizza Caiumi. Che resta contrario, però, all'idea che debbano essere le aziende a farsi carico dei costi, come, invece, ha chiesto nei giorni scorsi la Fiom di Bologna.
Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.
'Modena, sparito un miliardo dai conti correnti delle famiglie'
'Dopo l'automotive e il biomedicale ora rischia il settore ceramico: Modena non se lo può permettere'
Da Ferrari a Tether, cambia la geografia della ricchezza: il modenese più ricco vale 7,9 miliardi, Devasini 89
Stampa e sistema Modena, così Fondazione e Carimonte si sono comprati una fetta della Gazzetta
Articoli Recenti
Modena, imprese straniere in crescita: Cina e Marocco trainano, ma è boom di imprenditori albanesi
Stampa e Sistema Modena: Trombone, capo di Coop Alleanza ed ex presidente Carimonte, entra nel Cda dell'editore del Resto del Carlino
Fondazione di Modena, altri 2 milioni nell'editoria: è socia direttamente de La Stampa Sae
Carimonte-Sae, parlano i bilanci: 2,5 milioni investiti nella società editoriale, ma la partecipazione vale il 20% in meno




