Stellantis ha chiuso il semestre con ricavi netti pari a 85 miliardi di euro, in calo del 14% rispetto allo stesso periodo del 2023, 'principalmente - spiega in una nota - a causa dei minori volumi e del mix', e con un utile netto di 5,6 miliardi di euro, in calo del 48% 'soprattutto per la diminuzione dei volumi e del mix, i cambi meno favorevoli e i costi di ristrutturazione'.
L'utile operativo rettificato è di 8,5 miliardi di euro, in calo di 5,7 miliardi di euro 'per effetto essenzialmente del decremento in Nord America'. Il margine operativo è del 10%. I
flussi di cassa industriali netti sono pressoché neutri (-0,4 miliardi). Il titolo questa mattina in apertura di Borsa perde il 10%.
Dati che arrivano dopo quelli legati al crollo della produzione denunciato nelle settimane scorse dalla Cisl.
Secondo i dati della Fim Cisl, che ha presentato a Torino il suo report l'8 luglio, nel primo semestre del 2024 dalle fabbriche Stellantis sono usciti 303.410 veicoli commerciali e auto, il 25,2% in meno dello stesso periodo dell'anno scorso. Nello stabilimento Maserati di Modena, in particolare, si sono prodotte 160 vetture contro le 600 del 2023 (-73%) e si interrompe così la crescita riscontrata negli ultimi 3 anni. A fine anno, secondo la Fim Cisl, la produzione sarà poco sopra i 500 mila veicoli a fronte dei 751mila del 2023, la metà della soglia per il 2030 indicata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e condivisa da Stellantis.
Stellantis, sei mesi da incubo: utile crolla del 48%
Ricavi in calo del 14%. Il titolo questa mattina in apertura di Borsa perde il 10%
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