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Validazione DPI, la procedura cambia ancora

Validazione DPI, la procedura cambia ancora

Dal 13 maggio disattivata la Pec dell'Istituto. Ora la trasmissione telematica delle domande per le aziende produttrici avviene direttamente dal portale


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La burocrazia italiana, già a livelli altissimi rispetto agli standard europei, continua a complicarsi nella gestione dell'emergenza coronavirus. Anche nel settore della produzione e della commercializzazione dei cosiddetti dispositivi di protezione individuale che diventati obbligatori anche per le uscite quotidiane degli italiani, dovrebbero essere facilmente reperibili. Noti i problemi delle aziende produttrici legate alla lotta sul prezzo minimo. A questi si aggiunge in queste ore un nuovo cambio i procedure nella richiesta di validazione. Ora possibili all'Inail (non più al dipartimento di Protezione Civile) e non più con la procedura tramite Pec, bensì con una nuova procedura telematica che dal 13 maggio sostituisce quella precedente. E non in ottemperanza al nuovo decreto maggio, ma a quello precedente, del 17 marzo, il numero 18. Che all’art. 15 detta disposizioni straordinarie per la gestione dell’emergenza Covid-19 e attribuisce all’Inail la funzione di validazione straordinaria e in deroga dei dispositivi di protezione individuale (dpi). Insomma un altro caos, generato da un nuovo cambiamento in corsa. Che obbliga le aziende ad avere di fatto personale interno dedicato soltanto a muoversi nella giungla della burocrazia e dei continui cambiamenti.

Pur nel rispetto dei poteri straordinari attribuiti al commissario straordinario, di fatto la palla passa all'Inail, con

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una competenza nuova attribuita in via straordinaria, per il tempo strettamente necessario, fino al termine dello stato di emergenza, in deroga alle procedure ordinarie.

La deroga - fa sapere la stessa Inail - riguarda la procedura e la relativa tempistica e non gli standard di qualità dei prodotti che si andranno a produrre, importare e commercializzare, che dovranno assicurare la rispondenza alle norme vigenti e potranno così concorrere, unitamente all’adozione delle altre misure generali, al contenimento e alla gestione dell’emergenza epidemiologica in corso. Terminato il periodo di emergenza, sarà ripreso il percorso ordinario e i dpi, validati in attuazione della disposizione richiamata, dovranno, per continuare a essere prodotti, importati o commercializzati, ottenere la marcatura CE seguendo la procedura standard.

In considerazione della specifica finalità della norma, i dpi interessati dalla disposizione sono unicamente quelli funzionali a mitigare i rischi connessi all’emergenza sanitaria in corso e sono indicati nella tabella:

PROTEZIONE DISPOSITIVO NORMA                                           
Protezione occhi Occhiali (DPI II cat.) UNI EN 166:2004
Protezione occhi Occhiali a maschera (DPI III cat.) UNI EN 166:2004
Protezione
occhi e mucose
Visiera (DPI III cat.) UNI EN 166:2004
Protezione vie respiratorie Semimaschera filtrante UNI EN 149:2009
Protezione vie respiratorie Semimaschera e quarti di maschera UNI EN 140:2000
Protezione vie respiratorie Maschere intere UNI EN 136:2000
Protezione corpo Indumenti di protezione (DPI III cat) UNI EN 14126:2004
UNI EN13688:2013
Protezione mani Guanti monouso (DPI III cat) UNI EN 420:2010
UNI EN ISO 374-5:2017
UNI EN ISO 374-2:2020
UNI EN 455

La richiesta di validazione dei dispositivi deve essere inviata esclusivamente in via telematica attraverso il servizio online “Art.15 Validazione DPI”, utilizzando il facsimile di autocertificazione disponibile sul siti Inail, nel quale ci si potrà muovere dopo essersi registrati
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