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9 novembre: ora il ricordo è comune, ma la condanna al comunismo è ancora tabù

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Per anni, a Modena, la 'giornata' della libertà istituita dal governo Berlusconi è stata rimossa. Oggi lo è ancora la condanna al comunismo nonostante le iniziative uniscano (apparentemente), istituzioni di sinistra e forze politiche di centrodestra


9 novembre: ora il ricordo è comune, ma la condanna al comunismo è ancora tabù
Due iniziative quelle oggi in programma a Modena per celebrare la giornata nazionale del 9 novembre, 'Giorno della Libertà', in cui si ricorda, anche a livello istituzionale, la Caduta del Muro di Berlino. Un ricordo ancora più speciale, almeno per gli amanti degli anniversari a cifra tonda, perché quest'anno ricorre il trentennale di quell'evento epocale, capace di cambiare, nel bene e anche nel male (almeno rispetto alle illusioni e ai sogni di quegli anni), le sorti e gli equilibri di quell'Europa che da quell'evento prese forma.

All’art. 1 della Legge n. 61 è sancito che “La repubblica italiana dichiara il 9 novembre Giorno della Libertà, quale ricorrenza dell’abbattimento del Muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo”.

Era il 2005 quando l'allora governo Berlusconi istituì con la legge n. 61 istituì il Giorno della Libertà. Una 'giornata' via via dimenticata, sempre meno raccontata, nonostante la legge che la istituì, sollecitasse a livello istituzionale e negli istituti scolastici, il ricordo della straordinaria rivoluzione pacifica del 1989, simbolo di una svolta epocale che cambiò il volto dell’Europa e la vita di milioni di cittadini, e dei valori che sono a fondamento dell’Unione europea: libertà, democrazia, giustizia. Una festa che a Modena venne (come dimostra il riassunto a fine articolo), celebrata a fasi alterne, ed in molte di queste fasi, dimenticata. E' soltanto negli ultimi anni, anche sulla scia delle diverse iniziative di bandiera organizzate puntualmente dal centro destra e dalle conseguenti polemiche che puntualmente ne generavano che le celebrazioni organizzate sul fronte istituzionale, nello spirito della legge (un po' come successe per la commemorazione della tragedia delle foibe), iniziarono ad essere nuovamente rivalorizzate anche in Comune e dal Comune. Senza però mai oltrepassare un limite, non scritto ma applicato: quello della parola e della condanna del comunismo. E a quel regime totalitario che simbolicamente quel muro voleva abbattere e che solo di recente anche la tanto decantata Europa ha voluto porre ufficialmente, condannandolo in egual misura, nei suoi morti e nella sua ferocia, a quello del nazismo.

Ed è così che da un po' di anni, le manifestazioni e gli eventi del centro destra organizzati in occasione del 9 novembre, sono andati in parallelo, se non contestualmente, a quelli del centro sinistra. Il fatto che la parola comunismo e soprattutto la condanna ai regimi totalitari sia al centro del verbo del centro destra e sia sempre, per contro, assente, nel linguaggio, negli interventi e nel verbo del centro sinistra è forse l'ultimo muro da abbattere ma la strada intrapresa potrebbe essere quella giusta. Fatto sta che oggi sono due le iniziative organizzate a Modena in occasione del nove novembre (che per anni videro Fratelli d'Italia quasi in solitaria con alcuni eventi anche scenografici, come la riproduzione dell'abbattimento di un muro, di cartoni, in piazza Mazzini, pieno di post-it con messaggi di sparanza e libertà, lasciati volontatariamente da giovani), sono due: una dal Comune e la seconda da Forza Italia

Alle 18, in Galleria Europa, inaugura la mostra fotografica “Linea nelle linee”, di Antonella Bozzini, che racconta i grandi progetti architettonici realizzati negli ultimi trent’anni lungo la linea del confine che, fino al 1989, era delimitato dal Muro, cambiando il territorio urbano di Berlino.

All’inaugurazione della mostra, a cura di Europe Direct Modena, in collaborazione con Acit - Associazione culturale Italo-tedesca e con l’ufficio Ricerche e documentazione sulla storia urbana del Comune di Modena, intervengono l’assessora a Europa e cooperazione internazionale Debora Ferrari, l’autrice Antonella Bozzini e Maurizio Rebuzzini, curatore del progetto, editore e direttore di FOTOgraphia. La mostra è allestita fino a sabato 30 novembre negli spazi della Galleria Europa, sotto i portici del Municipio in piazza Grande 17. È aperta al pubblico lunedì e giovedì dalle 9 alle 18.30; martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13.

Per i 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino, Forza Italia ha organizzato un convegno sul ruolo dell’Unione Europea. Il titolo dell’iniziativa è “Dalla caduta del muro ad oggi: l’Europa e gli scenari internazionali” e si terrà alle ore 17,30 presso la Sala Redecocca a Modena.

Interverranno, oltre ai vertici di Forza Italia, l’esule venezuelano Tamburrini e quello iraniano Sherafat. Questi ultimi due relatori porteranno un contributo importante e racconteranno la situazione attuale dei loro rispettivi paesi.

Il giorno della libertà negli ultimi anni a Modena

Nel 2006 (sindaco Pighi), si impegnò, (sollecitata da un Ordine del Giorno presentato dalla maggioranza e approvato anche con il voto dell'allora gruppo di Alleanza Nazionale), a organizzare, secondo le indicazioni della legge, opportune cerimonie commemorative ufficiali e a sollecitare il mondo della cultura, e della scuola in particolare, nel pieno rispetto della sua autonomia, a momenti di approfondimento che illustrino il valore della democrazia e della libertà, promovendo il ripudio dei totalitarismi passati e presenti e la vigilanza contro ogni possibile forma di totalitarismo negatore della libertà e dei diritti umani'.

Da quel momento, quell'impegno fu onorato dall'amministrazione Pighi e da quella guidata da Muzzarelli, a fasi alterne. E anche quando fu onorato non fu mai accompagnato da alcun riferimento al totalitarismo di stampo comunista. Il ricordo della caduta del muro di Berlino, evento storico per i destini dell'Europa del mondo, sembra soffrire ancora oggi della difficoltà di interi settori della politica a riconoscerne il valore legato al crollo dei regimi comunisti e alla loro ideologia fondante.

Nel 2009 , in occasione del ventennale, l'amministrazione tenne fede all'impegno ed organizzò per il 9 novembre una serie di incontri dedicati alle trasformazioni dell'Europa, in occasione delle quali fu esposto anche un segmento originale del Muro di Berlino. 'Donazione dai Democratici di sinistra”, sottolineò l'assessore con delega alla Cittadinanza europea Simona Arletti- 'Un manufatto dall'altissimo valore simbolico col quale vorremmo testimoniare i valori di libertà, democrazia e giustizia alla base dell'Unione Europea”. 

La caduta del muro di Berlino fu nuovamente ricordata con una serie di iniziative in occasione del 25esimo anniversario, domenica 9 novembre del 2014, con una mostra, filmati, dibattito e la diretta televisiva da Berlino della liberazione di un muro di palloncini. 

Altri 4 anni di sostanziale oblio poi, lo scorso anno, il ritorno, ma con un ricordo che si incentrava sulla figura di Marx. Quest'anno le iniziative del Comune, proposte con diversi tagli (compreso quello urbanistico spesso con l'effetto di allontanare, più o meno consapevolmente, l'attenzione dal significato del fatto e dell'evento), sono state spalmate su una intera settimana. Quasi a volere recuperare, almeno ufficialmente e dichiaratamente, una trentennale carenza. Un messaggio che è stato diffuso anche nelle scuole dove l'argomento, nel passato, non è mai stato trattato o approfondito, se non da docenti liberi da condizionamenti e da retaggi ideologici, che ci sono stati e ci sono. Nonostante la legge, non obbligasse, ma invitasse a farlo. Effetto di quel messaggio è che anche a Modena, dopo diversi anni, anche nelle scuole, qualcosa si è mosso. Timidamente. Con iniziative proposte si, nell'ambito delle attività scolastiche, ma fuori dall'orario extrascolastico, quando uno è libero di esserci o non esserci. Nel pomeriggio. Ieri, per esempio, alle scuole medie Marconi. Dove la pioggia ha tolto le castagne dal fuoco anche ai professori con l'immagine di Che Guevara sulla maglia. Piove, peccato. Tutto rimandato, a data in cui il Giorno del Ricordo sarà davvero un altro, sbiadito, ricordo.

Gi.Ga.



Redazione La Pressa
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