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Bimbi di 6 e 9 anni trovati in un casale nel torinese: mai registrati all'anagrafe, avevano ancora il pannolino

Bimbi di 6 e 9 anni trovati in un casale nel torinese: mai registrati all'anagrafe, avevano ancora il pannolino

I genitori sono due olandesi, il padre fa lo scultore e ha negato ogni negligenza, parlando di un'educazione alternativa


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Due bambini hanno vissuto in una cascina del Torinese, a Lauriano, sconosciuti dal resto del mondo. Non hanno un nome registrato all'anagrafe e non hanno mai frequentato la scuola, nonostante abbiano 6 e 9 anni. Una volta scoperte le loro condizioni, anche precarie dal punto di vista dell'igiene, sono intervenuti i servizi sociali e ora sono stati affidati ad una comunità protetta.
La situazione dei fratellini, un maschio e una femmina, è stata scoperta durante un sopralluogo delle autorità di sicurezza nell'area che era stata colpita da una alluvione.
Il ritrovamento da parte dei carabinieri è avvenuto infatti grazie a una ordinanza di sgombero emanata dalla sindaca Mara Baccolla a seguito dell'alluvione che ha colpito la zona. I genitori sono due olandesi, il padre fa lo scultore e ha negato ogni negligenza, parlando di un'educazione alternativa. Ma la realtà che si sono trovati davanti i militari e poi gli operatori del Ciss di Chivasso è stata un'altra: condizioni igienico-sanitarie precarie e isolamento totale.
I bambini portavano ancora i pannolini. Il Collegio dei giudici del tribunale dei Minori nella relazione scrive, come riporta l'Ansa, che 'dalla segnalazione, dalla relazioni informative risultano fatti tali da far pensare che i minori sono privi di idonea assistenza da parte dei genitori o parenti tenuti a provvedervi'.
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Il collegio rileva ancora che, per le problematiche materne, completa assenza della madre, e paterne (incuria, condizioni di isolamento e di assenza di stimoli in cui li hanno fatti vivere), 'i minori non possano, allo stato, essere loro affidati e ritiene siano collocati in una famiglia affidataria, o in caso di mancanza di risorsa, in casa famiglia o comunità per minori, con previsione di incontri in luogo neutro'.
Il papà, che è in Italia da qualche anno, si è giustificato dicendo che i figli erano arrivati in Italia solo da due settimane. Poi non andavano a scuola perché 'seguivano corsi on line. Hanno molti giocattoli, ognuno il proprio computer, strumenti musicali, attrezzature per lo sci e in estate vanno a cavallo. Non c'è alcuna negligenza da parte nostra'. Il Ciss si è attivato per garantire ai fratelli un'adeguata istruzione, un pediatra e fargli avere documenti. 'È una vicenda delicata - ha commentato la sindaca -. L'aspetto che ora più ci preme e che questi bambini possano trovare un equilibrio'.
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