Un delitto 'commesso il 26 febbraio in una fascia oraria compresa tra le 7,52 e le 8,15 e che rimanda ad una sola persona, al di la di ogni ragionevole dubbio: Angelo Rainone'.
Questa la sintesi della tesi accusatoria sviluppata ed illustrata in corte d'assise del PM Lucia De Santis, nel processo per il duplice omicidio commesso a Lame di Zocca dove Ugo e Brenno Bertarini, di 72 e 68 anni, sono stati trovati uccisi con i corpi dilaniati da 78 colpi di roncola all'interno della stalla della casa di Ugo, suocero dell'imputato. Unico accusato. Angelo Rainone, in aula, ha ascoltato in silenzio la requisitoria del PM De santis che che si concluderà questa mattina con la richiesta di condanna. Alla qual seguiranno quella degli avvocati di parte civile e, successivamente, della difesa.
Requisitoria durante la quale il PM ha ricostruito nei minimi dettagli, anche con l'analisi dei tabulati telefonici dei telefoni delle vittime, gli ultimi contatti e gli ultimi spostamenti dei due fratelli. I cui corpi dilianiati sono stati trovati la mattina del 27 febbraio 2018, dopo una notte di bufera di neve, dall'ex moglie dell'imputato, e figlia di Ugo (anch'essa presente in aula) e dal figlio Lino. I due raccontarono ai Carabinieri i dettagli di quella macabra scoperta, anticipata dalle numerose telefonate senza risposta che la Rossana Bertarini fece, dal telefono di casa, già dal giorno prima, ripetutamente ed invano al telefono sia del padre che dello zio.
Nonostante la fase istruttoria non abbia portato a rinvenire tracce dell'unico imputato sulla scena del crimine, gli elementi indiziari raccolti dalla pubblica accusa porterebbero per il PM alla colpevolezza di Rainone. Al contrario, la difesa guidata dagli avvocati Francesca Lazzeri e Samatha Amodio - giudica debole il castello accusatorio, con indizi potenzialmente favorevoli all’imputato.
Nella foto, il PM Lucia De Santis a Zocca il giorno del ritrovamento dei due cadaveri



