L'ex presidente Cpl Roberto Casari non tentò di corrompere nessuno nell'ambito degli appalti per la metanizzazione di Ischia. Nè lui nè Nicola Verrini nè Massimo Ferrandino provarono infatti a corrompere l'ex sindaco Giosi Ferrandino e il tecnico Silvano Arcamone (già assolti a Napoli). Ieri la Corte di Cassazione ha infatti annullato la sentenza della Corte d'Appello di Bologna che aveva condannato lo scorso settembre Casari a due anni, sei mesi e venti giorni per istigazione alla corruzione.
L'opera di metanizzazione svolta da Cpl fu quindi eseguita senza alcun abuso.
Casari, difeso da Luigi Sena e Luigi Chiappero, a marzo dello scorso era stato anche assolto in via definitiva per l'infamante accusa di concorso in associazione camorristica, una assoluzione che aveva rappresentato la fine parziale di una odissea personale che Casari ha recentemente raccontato in un libro. Resta confermata per l'ex patron Cpl una condanna a un anno e 10 mesi per le false fatturazioni.
La Cassazione cancella l'ombra su Casari: nessuna corruzione a Ischia
Ieri la Corte di Cassazione ha infatti annullato la sentenza della Corte d'Appello di Bologna. Confermata condanna a un anno e 10 mesi per le false fatturazioni
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