Tutto è partito dalle segnalazioni di giovani studenti, utenti della linea bus extraurbana Modena-Mirandola che copre anche i comuni di San Prospero e Cavezzo. Un uomo, di origine albanese, residente da tempo nel modenese, operaio, incensurato, era solito salire sui bus della linea Modena-Mirandola, affollati da studenti diretti o in arrivo alla stazione di Modena.
Prendeva posto a fianco a ragazze di quindici e sedici anni, per poi mettere in atto, durante il tragitto, atteggiamenti inequivocabili a sfondo sessuale. Cercando il contatto fisico che in breve si trasformava, pur nel bus affollato, in vere e proprie evidenti molestie. Verificate dai controlli che Carabinieri di San Prospero e Cavezzo, ai quali era giunta la segnalazione, hanno attuato in borghese direttamente sui bus.
I militari, in un primo momento, hanno registrato si atteggiamenti equivoci dell’uomo ma degni soltanto di una segnalazione alla procura. In pratica, niente di rilevanza penale. Ma l’attenzione su di lui è continuata. Altri episodi gravi ed inequivocabili si sono aggiunti, accertati sia dalle numerose testimonianze di altre ragazze avvicinate, sia dalle immagini delle telecamere installate sui mezzi pubblici della stessa linea frequentati dall'uomo. Il 29enne non è mai arrivato mai ad un adescamento e ad altri atti al di fuori di mezzi, ma gli elementi raccolti e portati all’attenzione della Procura, hanno aggravato la sua posizione. Perché il PM Monica Bombana ha classificato quei gesti, non più nell’ordine delle molestie, bensì della violenze. Da qui l’ordine di arresto eseguito ieri pomeriggio di militari. E disposto in regime dei domiciliari. L'uomo dovrà rispondere davanti al giudice di violenza sessuale aggravata dal fatto di essere stata commessa a danno di minori


