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Treni ogni 15 minuti, ma partire è impossibile: e le vie intorno alla stazione si trasformano in dormitorio

Treni ogni 15 minuti, ma partire è impossibile: e le vie intorno alla stazione si trasformano in dormitorio

Il blocco della Polizia per regolare gli accessi alla stazione ha evitato problemi, ma ha creato attimi di tensione. Poi la stanchezza ha preso il sopravvento. E per migliaia l'unica soluzione è stata rassegnarsi ad aspettare mattina


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Si sapeva ed era previsto che il deflusso improvviso, verso la stazione delle FS, di buona parte del popolo del Modena Park che aveva raggiunto la città in treno, avrebbe poturo creare problemi. E così è stato. Il passaggio per tutta la notte di treni speciali con cadenza di 15 minuti,  sia direzione Bologna che direzione Reggio Emilia, non è bastato ad assorbire l'enorme flusso di persone. A decine di migliaia quelle che dopo essere usciti dal Parco Ferrari si sono diretti verso la stazione. Migliaia di persone, che aumentavano di minuto in minuto e che giunti all'altezza di via Galvani hanno incontrato il cordone di Polizia, creato per regolare l'afflusso alla stazione. Al ritmo di 600 persone circa ogni 15 minuti. Pochi per garantire un rapido sblocco della situazione. E' da poco passata l'una quando la situazione rischia di degenerare. La folla aumenta e preme sul cordono di Polizia. Si levano urla, alcune ragazze si sentono male e vengono portate fuori dalla mischia. Dal megafono il dirigente della Polizia, con agenti schierati in tenuta anti-sommossa, spiega le ragioni di sicurezza che motivano il blocco degli accessi. La folla però continua a premere e ad aumentare. Sono decine di migliaia.

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Viene deciso di spostare il blocco, ma la situzione, nei tempi, no cambia. Sale la protesta fino a che quel ritmo di 600 persone ogni 15 minuti, i tempi rischiano di allungarsi. La stanchezza, la fame e la sete in molti casi si fanno sentire e anche per coloro che sono diretti a Reggio Emilia, la stazione provinciale 'piccola' (da dove passa il trenino Modena-Sassuiolo), è troppo lontano. Soprattutto perché senza taxi e navetta è dura prospettare di fare chilometri. E allora ci si rassegna, ci si adatta. A sdraiarsi su un marciapiede, a cercare un angolo nel quale sdraiarsi, per riposare, o abbassare la tensione. Ed è così che dalle ore 2 in poi inizia il bivacco. In via Plestro, corso Vittorio, via Galvani. Unica soluzione in mancanza di tutto. In attesa che i treni in partenza ogni 15 minuti contribuiscano a fare defluire la marea umana in partenza.  Tenendo ben presente la tabella degli orari che alla mattina prevedono un intensificarsi del passaggio dei convogli verso e Bologna e Reggio Emilia. Che dalle ore 8 in poi avrenno ua frequenza anche di 8 minuti.

 

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