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Violentata in un container, caccia all'aggressore

Violentata in un container, caccia all'aggressore

La denuncia della vittima della violenza, una 26enne di origine marocchina, senza fissa dimora. Chiusa nel modulo del cantiere abbandonato in via Divisione Acqui e aggredita da un 20 enne, ora ricercato


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Le forze dell’ordine sono alla ricerca di un 20enne marocchino, accusato da una connazionale 26 anni di stupro. La violenza perpetrata per una notte, si sarebbe consumata in un container posto nell’area del cantiere abbandonato in via Divisione Acqui. Quello della palazzina Cohousing tornato nella disponibilità dei proprietari da sabato scorso. Per due anni l’area e l’immobile abbandonati dalla cooperativa di costruzioni è stata ripetutamente occupata da balordi e senza fissa dimora. Così come senza casa, occupanti abusivi dell’area, sono i protagonisti della triste vicenda di violenza e degrado raccontata dalla giovane alla Polizia. Lui, nella notte del 14 ottobre, si apparta con la giovane donna nel container. In quello che per lei diventerà una prigione. Le avance si trasformano in violenza. L’uomo, stando al racconto della donna, avrebbe abusato di lei, contro la sua volontà, impedendole il tentativo di fuga. Per tutta la notte. Nel silenzio di quel cantiere e di quell’area abbandonata divisa dal resto del quartiere dalla barriera della ferrovia Modena Sassuolo e affacciata sul traffico di via Divisione Acqui dove anche le richieste di aiuto forse facevano fatica ad arrivare. Soprattutto di notte. Area dalla quale la mattina l’uomo si è allontanato, per non farvi ritorno, evidetemente consapevole delle proprie responsabilità. La donna, soccorsa anche dai sanitari a seguito di alcune lievi ferite procurate durante una collutazione con l’uomo, è stata affidata ad un percorso di protezione, mentre l’aggressore è tutt'ora ricercato

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