Partito con un presidio iniziale di circa 150 persone davanti ai cancelli del Policlinico, il corteo si è ingrossato lungo il percorso, sulla scia di persone che si sono unite rispondendo all'invito dei partecipanti durante il transito in via emilia centro. Ultimo tratto prima di imboccare via Farini e giungere in piazza Roma, cornice luogo degli interventi al microfono e chiusura.
Arrivati in piazza, a prendere la parola è stato Mattia Meschieri, referente del comitato civico, che ha ribadito la ferma contrarietà all'ipotesi di ridimensionamento della struttura urbana e ha preteso massima trasparenza: 'È incredibile, ha sottolineato Meschieri, che amministratori locali come il sindaco di Castelfranco o l'ex sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli, oggi presidente della Commissione regionale Sanità, abbiano dichiarato di essere all'oscuro del piano da 550 milioni di euro emersa solo grazie alle anticipazioni de La Pressa e di fatto confermato dal sindaco'.
Al microfono si alternano testimonianze e interventi di cittadini comuni, di medici e infermieri. Claudio Stanzani, noto medico con quarant'anni di esperienza, ha spiegato alla piazza la differenza tra le varie tipologie di Pronto Soccorso, illustrando i rischi e gli effetti concreti che uno svuotamento di reparti e funzioni specialistiche avrebbe anche in termini di declassamento del Pronto Soccorso.
Daniele Giovanardi, già direttore del Pronto Soccorso del Policlinico, ha posto l'accento su un paradosso funzionale deglii ultimi anni e che nel nuovo piano rischie di aggravarsi: 'Mantenere separato il reparto Materno-Infantile del Policlinico dal centro Grandi Traumi di Baggiovara crea un rischio clinico altissimo per la donna in gravidanza e per il nascituro in caso di grave incidente, a seconda dell'ospedale di destinazione della paziente'.
I dati snocciolati durante il presidio confermano peraltro la centralità del Pronto Soccorso per la comunità: la struttura del Policlinico registra oggi
Alla manifestazione è intervenuta anche Giusy Parente del sindacato Fials, che ha denunciato la mancanza di un percorso di confronto condiviso con il personale medico, infermieristico e le rappresentanze sindacali e dei lavoratori: 'Dispiace che altri sindacati, pur avendo chiesto al sindaco un percorso di trasparenza che finora è stato negato, oggi non siano qui in piazza insieme a noi'.
A sostegno della mobilitazione, pur astenendosi dall'intervenire in voce per evitare di politicizzare un'iniziativa civica e trasversale, erano presenti diversi esponenti delle forze politiche d'opposizione: Katie Balostri per la Lega, Enrico Fontana (commissario provinciale di Forza Italia), Luca Negrini per Fratelli d'Italia, Pier Giulio Giacobazzi per la lista Pluralia e Andrea Mazzi per la civica di centrodestra Modena in ascolto.
Particolarmente toccanti le testimonianze di cittadini, soprattutto donne, per i quali il Policlinico rappresenta un punto di riferimento storico e insostituibile nel tessuto urbano e nella propria vita. difficilmente rimpiazzabile con la struttura di Baggiovara, percepita come distante sia logisticamente che sul piano sociale, per la popolazione anziana e per chi ha difficoltà a spostarsi. 'Mezzetti doveva essere qui ad ascoltarci.

Al tramonto, a circa tre ore dall'avvio dal corteo, l'invito a firmare i moduli per chiedere ufficialmente al Comune la convocazione di una assemblea pubblica. Le sedute di piazza Roma si trasformano in banchetti per la raccolta firme. La risposta è massiccia: in meno di dieci minuti i moduli predisposti dal comitato vengono riempiti. Raggiunto in tempi record il numero di sottoscrizioni necessario. Le firme saranno presto consegnate al Comune di Modena e alla Provincia per chiedere la convocazione urgente di un'assemblea pubblica con i vertici istituzionali, affinché facciano pubblica chiarezza sul futuro dei due ospedali e della sanità modenese.


(1).jpg)