Dopo la tesissima giornata al Senato, in cui si è sfaldata la maggioranza che avrebbe dovuto rinnovare la fiducia al premier dimissionario, per Mario Draghi oggi il passaggio alla Camera si è trasformato in una questione di forma rispetto ad una sostanza già scritta. Quella che ha visto la fine del suo governo. Una fine salutata da lui stesso con un enorme sorriso, quasi una risata compiaciuta di fronte agli applausi scroscianti dei Deputati presenti. E si permette anche una battuta, definendosi banchiere centrale: 'Anche il cuore di un banchiere centrale si muove'. E i Deputati applaudono. Espressione per buona parte di partiti che gli hanno tolto la fiducia ma che quando lui si presenta si alzano in piedi per una standing ovation in suo onore. Come se Draghi fosse all'inizio del suo mandato sostenuto da ampia maggioranza e non alla fine di un percorso che oggi si è chiuiso ufficialmente con le dimissioni rimesse sul tavolo del Capo dello Stato e accettate dal Presidente della Repubblica.
Atto che apre formalmente una crisi ed una fase di passaggio che si concluderà solo con le elezioni del prossimo ottobre. Draghi è stato accolto alla Camera dagli applausi. Qui ha annunciato un colloquio con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “per comunicare le mie determinazioni”. Il capo dello Stato ha quindi preso atto delle dimissioni del premier e del Governo, che resterà in carica per il disbrigo degli affari correnti.
Foto: Ag. Dire
Draghi sorride alla Camera poi le dimissioni formali: il governo politico non esiste più
Standing ovation surreale alla Camera. Lui sorride, ringrazia e si abbandona ad una battuta annunciando la sua salita al Colle. Governo in carica solo per il disbrigo delle pratiche correnti fino alle elezioni
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