Un bilancio con una spesa corrente per il 2023, che si assesta sui 271 milioni di euro, mentre gli investimenti superano i 180 milioni di euro nel triennio, con oltre 146 milioni di nuova programmazione.
Si tratta del bilancio di previsione 2023 e triennale 2023 e 2025 che definisce le entrate e le spese nell'ultimo anno di mandato della giunta Muzzarelli che terminerà nel 2024.
Alla discussione funzionale all'approvazione del bilancio, il Consiglio comunale di Modena dedica due sedute. La giornata dui mercoledì 29 è riservata alla presentazione degli atti: le due delibere principali sul Bilancio e sul Documento unico di programmazione (Dup) e i tre provvedimenti collegati, che riguardano l’applicazione del Canone unico patrimoniale, le tariffe dei servizi a domanda individuale resi dal Comune e le aree incluse nel Peep e nel Pip da cedere in proprietà o in diritto di superficie. Inoltre, durante la seduta saranno presentati i diciotto emendamenti, tra i quali quelli tecnici proposti dal sindaco, e gli ordini del giorno collegati alla manovra finanziaria presentate dai gruppi consiliari).
Giovedì 30, invece, il Consiglio riprenderà al pomeriggio col dibattito sulle delibere, sugli emendamenti e sulle mozioni, seguito dalle relative votazioni.
Nel frattempo, ed in anticipo rispetto alla discussione consigliare, l'ok alla proposta di bilancio del Comune di Modena è arrivato dal fronte della triplice sindacale nell’Accordo sottoscritto con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Il documento è stato firmato dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli, con il vice Gianpietro Cavazza, e dai segretari dei sindacati Daniele Dieci (Cgil), Rosamaria Papaleo (Cisl) e Roberto Rinaldi (Uil) sottolineando la conferma della necessità di un confronto politico permanente sui diversi ambiti d’intervento dell’amministrazione comunale.
In particolare, l’Accordo richiama le difficoltà dovute alle conseguenze della pandemia, del caro energia, dell’inflazione, degli effetti della guerra in Ucraina sottolineando l’aumento dei costi dei lavori pubblici, degli appalti e il minore potere d’acquisto delle famiglie.



