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Policlinico strutturalmente inadeguato: il piano per il super ospedale a Baggiovara avanza

Policlinico strutturalmente inadeguato: il piano per il super ospedale a Baggiovara avanza

Il punto al termine della riunione dell'ufficio di presidenza Ctss, con sindaco e direttori ospedalieri. Il Policlinico sarà ospedale per la città. 'Anche ristrutturato l'attuale non risponderebbe alla sanità del 2040'


4 minuti di lettura

Dopo settimane di indiscrezioni, anticipazioni de La Pressa, confermate dal sindaco di Modena e presidente CTSS Massimo Mezetti, il piano per la realizzazione, con prospettiva decennale, di un nuovo comparto ospedaliero in espansione dell'attuale ospedale a Baggiovara, compie un primo passo formale all'interno delle istituzioni.
Al termine della riunione dell'Ufficio di presidenza della CTSS, convocata per oggi alla presenza dei sindaci dei Comuni capodistretto, abbiamo fatto il punto con del direttore generale dell'Azienda ospedaliero universitaria di Modena Luca Baldino e del direttore generale dell'Ospedale di Sassuolo Stefano Reggiani.

'Quello di oggi è stato il primo appuntamento istituzionale dedicato a condividere con i primi cittadini del territorio le linee strategiche del progetto che nelle intenzioni dei promotori, guarda alla sanità modenese del 2040. Si tratta di un ragionamento molto più complesso che la CTSS sta portando avanti da tempo insieme a oltre 300 professionisti coinvolti in 35 gruppi di lavoro'. L'ultima riunione quella di ieri in Accademia, di cui abbiamo dato conto.
Secondo il presidente della CTSS, il sistema sanitario modenese dispone oggi di punti di forza straordinari ma anche di criticità che, senza una trasformazione dell'assetto esistente, rischiano nel tempo di compromettere gli elementi positivi costruiti negli anni.
E qui, in risposta
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ad alcune domande di merito e del fatto che la prospettiva di un policlinico a valenza cittadina e distrettuale è comunque emersa, anche se mai ufficialmente, Mezzetti si avvicina al nocciolo della questione.
'Per salvaguardare la rete territoriale bisogna mettere mano all'assetto strategico della sanità modenese e della città, altrimenti finiamo per indebolire progressivamente il resto della provincia'.
Chiediamo a lui e ai direttori ospedalieri cosa significhi concretamente la prospettiva di un Policlinico trasformato in ospedale distrettuale.
'Fin qui abbiamo condotto centinaia di incontri e di migliaia di ore di lavoro dedicate ad analizzare le criticità e le possibili soluzioni. I professionisti chiedono di essere ascoltati, ma chiedono anche che alla fine si assumano delle decisioni', ha spiegato. E la soluzione emersa sarebbe proprio quella dichiaratamente in linea con un modello che la regione avrebbe chiesto di applicare, anche se la Regione, proprio due giorni fa, per voce del Presidente de Pascale, non ne ha fatto menzione. E di fronte alle carenze strutturali del Policlinico la prospettiva sarebbe di creare nell'area dell'attuale ospedale di Baggiovara una nuova struttura in grado di competere sui livelli nazionale e internazionale per l'alta complessità, lasciando aperta la definizione dei servizi che caratterizzeranno il nuovo Policlinico, come
ospedale cittadino.

'Se si vuole realizzare una struttura ospedaliera d'eccellenza nazionale e internazionale servono spazi, tecnologie ed efficienza energetica che oggi il Policlinico non può garantire, nemmeno investendo i 350 milioni già previsti per il suo ammodernamento. Bisogna decidere se ridimensionare le ambizioni per rimanere dentro quella struttura oppure mantenere alta l'ambizione costruendo un ospedale adeguato alle tecnologie del futuro'. - afferma Mezzetti. E su questo punto il dado sembra ormai tratto.
'Il Policlinico resta una struttura capace di affrontare gran parte della domanda sanitaria di media e bassa complessità, ma presenta limiti strutturali difficilmente superabili per le esigenze dell'alta specializzazione. Una valutazione che porta alla scelta di immaginare un ospedale cittadino e distrettuale affiancato da un nuovo polo dedicato all'eccellenza'.

In questa prospettiva Modena avrebbe l'opportunità di candidarsi come territorio pilota per un modello innovativo sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna attraverso risorse aggiuntive rispetto a quelle già programmate. 'La Regione ci propone di diventare il laboratorio di un nuovo modello sanitario che domani potrebbe essere esteso ad altri territori. Io credo che Modena abbia tutte le caratteristiche e le ambizioni necessarie per raccogliere questa sfida', ha concluso Mezzetti.

Il nodo Pal
Il progetto e la prospettiva dovrebbero essere elemento su cui fare convergere il nuovo Piano attuativo locale sugli indirizzi della sanità tprovinciale, fermo al 2012.
'Non possiamo pensare di governare la sanità territoriale con scelte assunte più di quindici anni fa - ha affermato Mezzetti - perché nel frattempo sono cambiate l'innovazione tecnologica, la robotica, sono intervenute la pandemia e nuove esigenze organizzative. Servono capacità e visione strategica per ripensare quelle scelte'.

I prossimi passaggi
Il prossimo passaggio sarà il seminario convocato a fine mese con tutti i sindaci della CTSS (la sede per un appuntamento anche conviviale dovrebbe essere Palagano, comune guidato dal sindaco e presidente della Provincia Fabio Braglia, cui seguiranno ulteriori momenti di confronto pubblico e istituzionale a partire dalla CTSS che dovrebbe essere convocata a inizio dicembre, non più a porte chiuse ma, come più volte da noi richiesto, in forma aperta e pubblica.

Nella foto da destra il direttore dell'ospedale di Sassuolo Stefano Reggiani, il sindaco di Modena e presidente della Ctss Massimo Mezzetti e il direttore dell'Azienda ospedaliera universitaria Antonio Baldino, al termine della riunione dell'Ufficio di Presidenza della CTSS di oggi pomeriggio
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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