Quelli andati in scena oggi pomeriggio in Accademia a Modena sono stati di fatto gli 'Stati generali' della Sanità modenese.
Ebbene, il sindaco Massimo Mezzetti aveva detto che la sua proposta di investire 550 milioni di euro nell'ospedale di Baggiovara e di traslocare in parte i reparti del Policlincio creando alloggi negli spazi vuoti, era stata pensata e costruita anche con tanti professionisti. 'Sono in campo da un anno 35 gruppi di lavoro che coinvolgono professionisti di Baggiovara e Policlinico' - aveva detto pochi giorni fa.
Eppure oggi pomeriggio dei 550 milioni di euro, del trasloco, del depotenziamento del Policlinico a 'ospedale territoriale' non ha parlato nessuno. Nemmeno un cenno.
Si è parlato a lungo di riorganizzazione delle attività. Ma mai si è accennato al tema del trasloco e dell'investimento immobiliare.
Il caso chirurgia
Il riordino - è stato detto nelle slide presentate - risponde alla esigenza di 'assicurare equità di accesso e appropriatezza dei setting a tutti i cittadini indipendentemente dalla loro residenza'.Nel dettaglio, dai gruppi di lavoro è emerso ad esempio di riorganizzare in modo profondo l'Area ospedaliera-chirurgica.
Per quanto riguarda la Chirurgia generale al Policlinico resterebbero gli interventi programmati (elezione), l'oncologia, l'alta complessità e la robotica. A Baggiovara invece l'Urgenza, l'oncologia e ancora la robotica.
Per quanto riguarda l'Ortopedia al Policlinico resterebbe il Programmato e la Robotica (protesi anca-ginocchio-spalla-mano) e a Baggiovara l'Urgenza.
L'Urologia verrebbe trasferita completamente a Baggiovara, urgenza compresa.
L'Otorino resterebbe tutto al Policlinico, Urgenza compresa.
Come detto, oggi pomeriggio nessuno ha sollevato il tema posto dal sindaco Mezzetti relativo al trasloco del Policlinico.
L'unico ad averne fatto un vago riferimento, ma senza mai citarlo è stato il Dg Altini. La Pressa - proprio grazie alle 'fonti' sulle quali il sindaco ha ironizzato in modo sprezzante pochi giorni fa - è in grado di riportare una ampia sintesi degli interventi di Baldino e di Altini. Nella certezza che su un tema così delicato, la trasparenza sia fondamentale.
Le parole di Altini
'Questa provincia ha scelto in qualche modo la via del cambiamento che non significa che quello che c'era prima non andava bene, ma è la presa d'atto che i bisogni stanno evolvendo in una dinamica di società che non è più sotto il nostro controllo, anche alcuni fenomeni che stiamo vedendo sono comunque oggetto di un cambiamento di percezione complessiva, di pressione rispetto ai nuclei che compongono la società. Il bisogno sta cambiando ed è il bisogno che guida il nostro tentativo di stare di fronte a quella sfida. I luoghi di cura, il capitale umano quindi le persone le competenze il luogo, le tecnologie sono gli strumenti con i quali consentiamo questa sfida incredibile di stare di fronte a un bisogno infinito con risorse limitate'.'Dobbiamo ringraziare che tante persone si siano organizzate per consentire di dare un contributo rispetto alla percezione delle linee di produzione, sia in termini di adeguatezza dei luoghi, sia in termini di adeguatezza tecnologica, sia di adeguatezza di conoscenza, sia di adeguatezza del modello di individuo... Ho scorso le 35 schede che diventeranno anche di più, c'è dentro tanto contenuto. Non tutto riusciremo a mettere dentro il piano, ma certamente noi qui ci stiamo prendendo la responsabilità di guardare insieme il lavoro di tutti per capire come i gruppi hanno contribuito a questo desiderio di aggiornare il nostro sistema di cure'.
'Ci siamo detti che avremmo lavorato su questi tre grandi temi.
'Abbiamo anche nominato 4-5 colleghi italiani di cui abbiamo stima per quello che hanno fatto nei loro territori con una sorta di comitato di valutazione esterno per farci dire sul lavoro che abbiamo fatto insieme se vedono delle criticità, se colgono delle cose che ci siamo dimenticati cosi per arricchire il nostro lavoro. Ci siamo dati un altro obiettivo sfidante: provare a arrivare per fine anno a dare alla politica un pre-lavorato, un prodotto che ci sembri sensato su alcune grandi priorità'.
Le parole di Baldino
'Questo è un po' un unicum della Regione Emilia Romagna, che io sappia siamo l'unica provincia che sta lavorando in questo modo a un piano in una maniera così completa: sicuramente siamo gli unici che hanno messo al lavoro 400-500 persone e che stanno facendo e producendo questa molte di lavoro... Quella che facciamo oggi è una prima restituzione di tutto il lavoro che avete fatto. Oggi è l'inizio anche in relazione ad alcune discussioni che si stanno facendo in questo momento anche sui media. Noi siamo partiti da quello che per me è l'unico punto di partenza possibile: se parliamo di riorganizzare il servizio sanitario provinciale, si parte da un confronto con chi questo servizio lo produce quindi con gli operatori, con i medici, con gli infermieri e con tutti coloro che lavorano nel mondo sanitario. E' ovvio che di alcune cose stiamo già discutendo, per forza, perché prima di poter cominciare a parlare con i sindaci, ne dovrò pure parlare con i miei operatori'.'Devo dire che qualche sacca di resistenza continua ad esserci, però vedo con enorme piacere ogni giorno sempre di più, come la distinzione tra le due aziende incomincia a diventare sempre più impalpabile... Detto questo, quello che la componente tecnica propone verrà discusso anche con la collettività. A noi, come componente tecnica, tocca il compito di dire cosa è opportuno o meno dal punto di vista clinico. Per evitare che questa cosa diventi una fabbrica del Duomo, quindi che si discuta all'infinito e senza mai incominciare a realizzare le cose, noi abbiamo bisogno di un punto fermo. Occorre dire, possibilmente entro la fine dell'anno, che queste sono le 28 decisioni che abbiamo preso e incominciamo a realizzarle. Quindi, diamoci questo obiettivo, la discussione continuerà sempre, però entro la fine dell'anno ci sarà un punto fermo'.
Giuseppe Leonelli

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