Una convocazione che arriva ha poco più di una settimana dall'ultima riunione e a tre mesi da quella precedente e che ha quindi, anche nei tempi, il sapore della rincorsa politica ed istituzionale. Gli eventi degli ultimi giorni, innescati dalle rivelazioni de La Pressa sul nuovo piano di riorganizzazione assistenziale che prevede nei fatti lo svuotamento del Policlinico di Modena e il raddoppio delle strutture dell'Ospedale di Baggiovara seguita dalla successiva conferma del Piano arrivata dallo stesso primo cittadino, hanno evidentemente costretto la presidenza della Ctss, rappresentata dallo stesso Mezzetti, ad uscire dallo scoperto. Un percorso di pianificazione strategica che, fino a questo momento, era stato mantenuto sotterraneo e nascosto non solo all'opinione pubblica, ma anche agli stessi organismi istituzionali, alle forze sociali e alle rappresentanze che per norma e prassi avrebbero dovuto essere coinvolte fin dalle prime fasi.
La Ctss rappresenta la sede naturale e istituzionale dove le scelte di indirizzo e operative di politica sanitaria del territorio devono essere discusse e assunte. Vedremo se e con quali forma il Piano da da mezzo miliardo di investimenti per la nuova struttura a Baggiovara, sarà esposto nella sua sede naturale.
Tuttavia, la convocazione d'urgenza riaccende i riflettori su un'anomalia strutturale mai risolta. Mezzetti ne è presidente in quanto sindaco del Comune capoluogo, proseguendo in perfetta continuità con l'era Muzzarelli. Una concentrazione di ruoli che stride con la natura stessa dell'organismo, la cui presidenza dovrebbe e potrebbe spettare al Presidente della Provincia, figura di rappresentanza dell'intero territorio provinciale e di tutti i comuni che lo compongono, non del solo capoluogo.
A questo si aggiunge la questione, mai sopita, della trasparenza decisionale e dell'accesso all'informazione pubblica.
Con l'avvicendamento alla guida di Piazza Grande, non solo la presidenza della Ctss è rimasta saldamente in capo al sindaco di Modena anziché passare alla Provincia, ma il neo-sindaco Mezzetti ha scelto di fare un passo indietro, negando ai giornalisti la possibilità di seguire i lavori non solo in presenza ma nemmeno distanza e ripristinando completamente il muro del 'porte chiuse'.
Il dibattito divampato in queste ore attorno al futuro del Policlinico e della sanità modenese rende ineludibile un cambio di passo. Giovedì 22 ottobre rappresenterebbe l'occasione ideale per interrompere tale opacità e garantire quella trasparenza che fino ad ora non c'è stata.


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