Per Vincenzo Walter Stella (Sinistra per Modena) se c’è ancora “una divisione sulla valutazione del fascismo, questo significa che l’ideologia fascista ancora non si è definitivamente spenta, ma anzi è pericolosamente viva e pronta a riaccendersi. Per questo è indispensabile continuare a proporre occasioni di memoria, confronto, riflessione e approfondimento storico su quello che hanno rappresentato per il nostro paese il fascismo e Mussolini. Giusto anche – ha concluso – che, come c’è agli atti il conferimento, ci rimanga anche in maniera indelebile la revoca”.
Dagli stessi banchi di Sinistra per Modena, Camilla Scarpa ha definito la revoca “un atto simbolico ma fondamentale di memoria, per quanto ha rappresentato l’antifascismo per la città, per Modena città medaglia d’oro per la Resistenza, per l’impegno collettivo per la Liberazione. Ma anche per il futuro, in un momento in cui i movimenti neofascisti sono in forte crescita e reclutano nuovi seguaci. Il voto di oggi da solo non basta, serve che le istituzioni siano capaci di coltivare ogni giorno la fiducia dei cittadini. Ma allo stesso tempo è un segno inequivocabile che non c’è alcuno spazio per l’intolleranza neofascista”.
Dopo aver premesso di essere “convintamente antifascista”, Enrica Manenti (Movimento 5 stelle) ha detto che “Modena, anche se non completamente, è stata fascista. È un fatto storico, con cui dobbiamo fare i conti anche se non ci piace. Oggi votiamo un’azione di cancellazione, ma guardando soprattutto al futuro, pensiamo che si potrebbero mettere in campo molte piccole azioni, ma concrete, per affermare i valori antifascisti uscendo dalla retorica, come, per esempio, ripristinare l’accesso diretto dei cittadini agli atti politici e amministrativi del Comune”. Giovanni Silingardi ha annunciato il voto a favore della delibera “perché siamo antifascisti e abbiamo la consapevolezza che l’antifascismo e la resistenza reso possibili la democrazia e la libertà. Il fascismo, ci dice la storia, è stato un male radicale, fin dal suo inizio.
Per il Pd, Stefano Manicardi ha affermato che “il fascismo può essere dentro ciascuno di noi, per esempio ogni volta che si accetta una sopraffazione o che un’aggressione possa risolvere un conflitto”. A mitigare questa tendenza è “il civismo democratico, fatto anche di azioni, commemorazioni e simboli che tengano viva la memoria di quello che è stato e che potrebbe essere di nuovo. La delibera di oggi è una di quelle azioni che formano il senso comune democratico nella società”.
Per Alberto Bignardi la revoca dovrebbe essere considerata da tutti “un atto dovuto, in una città che è Medaglia d’oro per la Resistenza. Approviamo questo atto per chiarire, una volta di più, la natura antifascista di questo Consiglio, per non farci venire il dubbio che l’antifascismo sia solo di facciata, per mantenere viva la memoria. Passiamo il testimone da chi ha combattuto per la libertà alle generazioni che verranno”.
Mara Bergonzoni ha voluto ricordare che “l’onorificenza a Mussolini allora fu calata dall’alto, non era voluta dalla popolazione. Dobbiamo ricordare anche che gli iscritti al fascio erano pochi in città. Questo atto non cancella la storia ma fa parte della storia di oggi, per tutelare una democrazia che è fragile”.
“L’antifascismo “è un patrimonio comune da sviluppare anche nel presente”, ha affermato Federica Venturelli, sottolineando che “dobbiamo essere nuovi partigiani per contrastare le diseguaglianze le violenze”. Il Consigliere ha spiegato che votare la delibera significa “contribuire a ribadire i principi di democrazia e libertà anche per le nuove generazioni”.
Dopo aver sottolineato che “l’atto amministrativo è valido in quanto mai annullato”, Antonio Carpentieri ha precisato che “Modena non può più accettare di essere rappresentata dalla figura che incarnava il fascismo, Mussolini, e la città non si riconosce più in quei valori di violenza, razzismo e assenza di democrazia che erano presenti nel 1924”. Rivolgendosi “ai consiglieri che trovano la delibera illegittima”, il consigliere ha suggerito di “rivolgersi al Tar”.



