Sulla stessa linea anche Jacopo Morrone, numero uno del Carroccio in Romagna. 'Questa è la tolleranza di Bologna - attacca - nelle scritte apparse sui muri della città contro la Lega e Salvini crolla il mito dello spirito democratico e non violento della città guidata dall'ineffabile Virginio Merola, che tratta il leader della Lega come un invasore fomentando gli animi'.
Quello di oggi, continua Morrone, è 'l'ultimo di una lunga serie di graffiti murali' contro Salvini. 'Anche tutte le altre scritte rappresentano richiami alla morte del leader della Lega, indegni di una societa' civile- ricorda- peraltro non abbiamo udito frasi di riprovazione, nè scuse da parte dell'amministrazione comunale o di personalita' politiche e della comunita' bolognese in segno di rispetto sul piano umano e istituzionale. Non ci stupisce. Ciò che emerge da questi odiosi episodi e dalle dichiarazioni degli esponenti del Pd e dei loro alleati è soprattutto l'odio nei confronti degli avversari politici, usato come arma e propaganda per demonizzarli e delegittimarli in seno alla comunità. Questo e' lo stile della sinistra, uno stile che certamente non appartiene alla nostra cultura politica', chiosa Morrone.



