“Più volte abbiamo richiamato l’attenzione del Comune su questioni di inquinamento e degrado ambientale” ha fatto notare il vice capogruppo Giovanni Bertoldi. “Abbiamo sollecitato la bonifica di alcune aree inquinate - come ad esempio quella dell’ex Pro Latte o di Ponte Alto dove si svolge la Festa dell’Unità - e la riqualificazione di certi mostri ecologici - il rotore in primis - ma abbiamo anche cercato di dare il giusto risalto a Modena come zona strategica per lo sviluppo di soluzioni innovative all’insegna del domani bio e sostenibile. Purtroppo il cambiamento climatico è innegabile e gli eventi naturali calamitosi, sempre più frequenti, sono sotto gli occhi di tutti. Per cui la prima cosa da fare è ridurre il nostro impatto sulla natura e iniziare a rispettare per davvero l’ambiente, così da permettere un cambio di rotta e ristabilire un equilibrio ormai improrogabile per la nostra sopravvivenza”.
“Si tratta di una sfida complessa a cui tuttavia non possiamo sottrarci” ha affermato Bosi. “Dobbiamo iniziare a pensare alla città del domani non soltanto come ad una smart city, ma anche come ad una nature-based city rispettosa dell’ambiente, con impianti industriali alimentati da fonti rinnovabili di vario genere, scuole e abitazioni riscaldate con energia pulita, sprechi ridotti al minimo, polmoni verdi e veicoli ad idrogeno. Eventi come la settimana in corso organizzata da Aess possono fornirci gli spunti necessari per riflettere sul da farsi e predisporre piani innovativi di riqualificazione, con la collaborazione di tecnici ed esperti del settore.



