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Ammanco Fondazione Modena: 'Non abbiamo ancora cifre certe, verifiche in corso sull'operato di tutti, compreso il mio'

Ammanco Fondazione Modena: 'Non abbiamo ancora cifre certe, verifiche in corso sull'operato di tutti, compreso il mio'
Ammanco Fondazione Modena: 'Non abbiamo ancora cifre certe, verifiche in corso sull'operato di tutti, compreso il mio'

Parla il presidente Tiezzi dopo le cifre pubblicate da La Pressa: 'Il quadro si sta componendo. Presto i risultati. Solo allora assumeremo iniziative'

Parla il presidente Tiezzi dopo le cifre pubblicate da La Pressa: 'Il quadro si sta componendo. Presto i risultati. Solo allora assumeremo iniziative'


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'Non ci sono ancora ma ci saranno presto cifre certe sulla dimensione dell'ammanco e sul quadro di come sono andate le cose'. Matteo Tiezzi, presidente di Fondazione di Modena risponde alle domande de La Pressa. In questi giorni la nostra testata ha riposto quesiti in relazione all'operato degli organismi di vigilanza interni e pubblicato le cifre presunte dell'ammanco di denaro, confermato in aumento dall'avvocato del dipendente accusato. Denaro finito dalle casse della Fondazione al conto corrente privato di un dipendente responsabile che lo avrebbe utilizzato nel corso del tempo per attività di gioco. Attività che sarebbe avvenuta per anni nonostante gli strumenti di vigilanza e controllo interni alla Fondazione. Cifre su cui il presidente Tiezzi non si sbilancia, spiegando il perché.Presidente, sono passati tre mesi da quella metà di ottobre in cui la Guardia di Finanza è intervenuta, contestando un ammanco di oltre 850 mila euro. Pochi giorni prima avevate comunicato l’allontanamento del dipendente accusato dell'ammanco. Che cosa è successo in questi tre mesi? Come avete agito?
’Abbiamo agito, a mio avviso, con una certa rapidità. Abbiamo immediatamente sospeso il dipendente per evitare che quanto accaduto potesse ripetersi e abbiamo incaricato un team di professionisti che ci sta supportando nell’analisi puntuale dei fatti.
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Stiamo completando il lavoro. Ovviamente ho tenuto costantemente informati gli organi della Fondazione, che sono i primi destinatari delle comunicazioni. L’indagine è quasi conclusa e l’obiettivo è avere dati precisi, non approssimativi'.Che quadro emergerebbe dalle indagini? Avete già dati più precisi?
’Come dicevo, potrò fornire dati solo quando li avremo in modo puntuale e definitivo. Non manca molto. Prima di fare dichiarazioni pubbliche è necessario evitare spinte emotive e lavorare con razionalità. La nostra priorità è capire esattamente come si sono svolti i fatti e quali siano i numeri reali'.Ieri l’avvocato della persona accusata, numeri più precisi li ha fatti, indicando che la cifra dell'ammanco potrebbe avvicinarsi ai 2 milioni di euro e che, altro dato importante, potrebbe riguardare un periodo di quattro anni. Avete contezza di questo? Avete almeno un’idea che possa essere superiore agli 850 mila euro inizialmente indicati?
'Non voglio che questo sembri mancanza di trasparenza, perché non lo è. Anzi, la trasparenza è un principio che vogliamo rendere un vero e proprio mantra. Ma deve essere basata su dati precisi. Ieri ho visto pubblicate due cifre diverse. Questo non rientra nel metodo che la Fondazione vuole adottare. La Fondazione ha assunto un atteggiamento molto rigoroso.
Come ho detto, le indagini sono in fase di completamento e i professionisti incaricati hanno lavorato intensamente, anche durante le festività natalizie. Quando avremo dati certi, potremo valutarli, prendere le decisioni necessarie ed eventualmente comunicarle'.Avete incaricato una società di revisione esterna, che si sta occupando anche degli organismi di vigilanza interni?
'Sì. Per verificare il lavoro svolto da tutti — a partire dal presidente — è opportuno affidarsi a qualcuno che non abbia partecipato direttamente alle attività. L’autocontrollo non garantisce sempre una visione completa. Per questo abbiamo incaricato professionisti esterni di effettuare una verifica puntuale'.Nei confronti degli organismi di vigilanza interni sono stati assunti iniziative?
‘No, non ci sono state iniziative e non ci saranno finché non avremo i dati definitivi. Prima dobbiamo capire esattamente come sono andate le cose. Solo allora potremo prendere decisioni. E, ripeto, non manca molto'.Dopo tre mesi dai risultati delle indagini della Guardia di Finanza, e sulla base delle verifiche avviate. Sì è fatto un’idea di come possa essere successo?
’Qualche idea me la sono fatta, perché ho iniziato a esaminare la documentazione. Tuttavia non mi piace agire sulla base di impressioni momentanee o estemporanee. È meglio lavorare su un quadro completo e preciso, altrimenti si rischia di prendere decisioni che poi devono essere corrette.
Non abbiamo la necessità di decidere in fretta per poi rettificare. È meglio avere prima dati puntuali e, solo su quelli, agire'.
Gi.Ga.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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