’Abbiamo agito, a mio avviso, con una certa rapidità. Abbiamo immediatamente sospeso il dipendente per evitare che quanto accaduto potesse ripetersi e abbiamo incaricato un team di professionisti che ci sta supportando nell’analisi puntuale dei fatti. Stiamo completando il lavoro. Ovviamente ho tenuto costantemente informati gli organi della Fondazione, che sono i primi destinatari delle comunicazioni. L’indagine è quasi conclusa e l’obiettivo è avere dati precisi, non approssimativi'.Che quadro emergerebbe dalle indagini? Avete già dati più precisi?
’Come dicevo, potrò fornire dati solo quando li avremo in modo puntuale e definitivo. Non manca molto. Prima di fare dichiarazioni pubbliche è necessario evitare spinte emotive e lavorare con razionalità. La nostra priorità è capire esattamente come si sono svolti i fatti e quali siano i numeri reali'.Ieri l’avvocato della persona accusata, numeri più precisi li ha fatti, indicando che la cifra dell'ammanco potrebbe avvicinarsi ai 2 milioni di euro e che, altro dato importante, potrebbe riguardare un periodo di quattro anni. Avete contezza di questo? Avete almeno un’idea che possa essere superiore agli 850 mila euro inizialmente indicati?
'Non voglio che questo sembri mancanza di trasparenza, perché non lo è. Anzi, la trasparenza è un principio che vogliamo rendere un vero e proprio mantra. Ma deve essere basata su dati precisi. Ieri ho visto pubblicate due cifre diverse. Questo non rientra nel metodo che la Fondazione vuole adottare. La Fondazione ha assunto un atteggiamento molto rigoroso.
'Sì. Per verificare il lavoro svolto da tutti — a partire dal presidente — è opportuno affidarsi a qualcuno che non abbia partecipato direttamente alle attività. L’autocontrollo non garantisce sempre una visione completa. Per questo abbiamo incaricato professionisti esterni di effettuare una verifica puntuale'.Nei confronti degli organismi di vigilanza interni sono stati assunti iniziative?
‘No, non ci sono state iniziative e non ci saranno finché non avremo i dati definitivi. Prima dobbiamo capire esattamente come sono andate le cose. Solo allora potremo prendere decisioni. E, ripeto, non manca molto'.Dopo tre mesi dai risultati delle indagini della Guardia di Finanza, e sulla base delle verifiche avviate. Sì è fatto un’idea di come possa essere successo?
’Qualche idea me la sono fatta, perché ho iniziato a esaminare la documentazione. Tuttavia non mi piace agire sulla base di impressioni momentanee o estemporanee. È meglio lavorare su un quadro completo e preciso, altrimenti si rischia di prendere decisioni che poi devono essere corrette.
Gi.Ga.


