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Fondi post-sisma gonfiati nel Modenese: la Corte dei Conti condanna due imprenditori modenesi

Fondi post-sisma gonfiati nel Modenese: la Corte dei Conti condanna due imprenditori modenesi

Dovranno risarcire 1,6 milioni alla Regione. Avrebbero utilizzato solo una parte delle risorse ottenute


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La Sezione giurisdizionale di Bologna della Corte dei Conti ha accolto parzialmente le richieste della Procura, ordinando l'immediata restituzione della cifra intascata indebitamente tramite un sistema di sovra fatturazioni per i lavori sui capannoni danneggiati dal terremoto del 2012.

In sostanza la magistratura contabile avrebbe fatto emergere che la somma ottenuta per la ricostruzione sarebbe stata utilizzata solo in parte. E la quota non utilizzata di circa 1,6 milioni di euro sarebbe stata poi fatturata ugualmente alla Regione.


I due fratelli, titolari di un'azienda operante nel settore della ceramica nella bassa, avevano ottenuto contributi pubblici per circa 5,9 milioni di euro. I fondi erano destinati al ripristino strutturale e all'adeguamento antisismico degli immobili aziendali.

Le verifiche condotte dalla Guardia di Finanza avrebbero svelato un accordo parallelo e nascosto con una ditta edile incaricata dei lavori.

Il denaro pubblico in più rientrava nelle disponibilità dei due fratelli attraverso contratti fittizi e artifizi contabili.

Durante il dibattimento, la difesa dei due imprenditori ha tentato di eccepire la prescrizione del reato, sostenendo che fossero passati più di cinque anni dall'erogazione dei bonifici statali.

I giudici della Corte dei Conti hanno respinto la tesi difensiva.

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La sentenza specifica che i termini di prescrizione non decorrono dal momento del pagamento dei contributi, bensì dal giorno in cui l'amministrazione pubblica ha effettivamente scoperto il dolo e l'inganno perpetrato a suo danno.


La sentenza ha invece assolto con formula piena sia il tecnico progettista che aveva curato la documentazione, sia l'impresa edile bolognese che ha materialmente eseguito le opere. I giudici non avrebbero ravvisato prove sufficienti del loro coinvolgimento diretto o di una complicità consapevole nel disegno fraudolento I 1,6 milioni di euro dovranno essere versati direttamente al Presidente della Regione Emilia-Romagna, nel suo ruolo istituzionale di Commissario delegato per la Ricostruzione.



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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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