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Tra i beni sottoposti a vincolo - già oggetto di sequestro a luglio 2025 e di confisca di primo grado lo scorso febbraio - società attive nel commercio di materie plastiche e ferrose e nel settore immobiliare, oltre a complessi residenziali, denaro, orologi di lusso e autovetture che secondo gli investigatori risultavano 'nella disponibilità dell'imprenditrice per valori sproporzionati, se confrontati alle sue esigue fonti reddituali ufficiali'.
L'esecuzione del provvedimento segna l'epilogo delle indagini dirette dalla Procura di Reggio Emilia ed eseguite dal Gico del nucleo di polizia economico-finanziaria di Bologna, scaturite da uno mirato screening per individuare 'soggetti potenzialmente destinatari di misure di prevenzione patrimoniali, ai sensi del Codice Antimafia'.
Gli accertamenti economico-patrimoniali sviluppati dagli investigatori hanno consentito di ricostruire la posizione dell'imprenditrice, risultata da tempo al centro di una fitta rete societaria, e di documentare l'esistenza di un complesso di aziende intestate a prestanome compiacenti, ma gestite di fatto dalla donna e dai suoi due figli, strumentalmente utilizzate per ottenere finanziamenti bancari anche garantiti dallo Stato.
'Le disponibilità liquide, una volta accreditate - spiegano le Fiamme Gialle - erano sistematicamente distratte e destinate all'esclusivo soddisfacimento di significative esigenze personali e del proprio nucleo familiare'.




