“Per l’eccezionale contributo dato, in qualità di Capo di Gabinetto della Questura di Modena, alla lotta contro l’odio razziale, la violenza e la sopraffazione durante l’occupazione nazifascista, in uno dei momenti più drammatici della storia del nostro Paese e dell’Europa.
Per l’alto valore civile, sociale e culturale della sua storia, della sua testimonianza e del suo impegno, pienamente rappresentativi degli ideali di libertà, uguaglianza, giustizia e solidarietà sui quali si fonda la comunità della Città di Modena”, queste le parole con le quali il Consiglio Comunale ha inteso conferire la cittadinanza onoraria a Vecchione.
Nel corso della seduta del Consiglio Comunale ha preso la parola anche la dott.ssa Giulia Dodi, collaboratrice dell’Istituto Storico di Modena che, insieme al dott. Carmine Piscetelli, ha curato il libro “Francesco Vecchione, la normalità e il coraggio. L’uomo di Stato che salvò gli ebrei modenesi 1943-1944”, edito da InfinitiMondi, la cui presentazione ufficiale è avvenuta nel pomeriggio presso la Galleria Europa a Modena.
Presenti alla cerimonia il figlio Alberto, il Questore di Modena, Silvia Burdese, e una rappresentanza della Polizia di Stato, oltre alle autorità cittadine ed al Sindaco di San Paolo Belsito.
Vecchione è nato il 21 febbraio 1904 a San Paolo Belsito, in provincia di Napoli, ed è morto a Roma il 20 aprile 1992. Dopo aver prestato servizio tra il 1930 e il 1936 ad Agrigento e a Roma, viene trasferito a Modena nel 1936 dove svolgerà anche l’incarico di Capo di Gabinetto.
Dopo l'8 settembre 1943, a seguito dell'occupazione nazista dell'Italia e della nascita della Repubblica sociale italiana, venne allontanato perché sospettato di antifascismo, accusato di avere dimostrato sentimenti ostili alla Repubblica sociale. Corse il rischio di essere deportato e denunciato al Tribunale Straordinario.
Agevolò la fuga, durante l'occupazione tedesca, di numerosi esponenti della comunità ebraica, residenti a Modena, evitando così il loro arresto e la deportazione nei campi di sterminio.
La comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia ha avviato la pratica per il suo riconoscimento quale “Giusto tra le Nazioni”.
Nella mattinata odierna, il dott.
La visita è terminata con un momento di raccoglimento dinanzi alla stele dedicata a Giovanni Palatucci nel piazzale antistante la Questura.


