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Altro che dismissione, inceneritore Modena attivo per decenni

Altro che dismissione, inceneritore Modena attivo per decenni

Le parole dell'AD Hera Iacono, all'inaugurazione di Aliplast, alimentata con l'energia elettrica prodotta dall'inceneritore, archviano programmi elettorali e discussioni politiche sul supermento al 2034


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L'inceneritore di Modena continuerà a funzionare con una prospettiva decennale? 'Assolutamente si'. Si può pensare ad un superamento dell'inceneritore? 'Ma no, anzi di impianti come questo ce ne sono pochi, di impianti come questo ce ne sarà bisogno sempre più in futuro'. Se ci fossero stati ancora dubbi sulla lontananza siderale tra le strategia Hera e i programmi elettorali della politica ora al governo della città sul futuro dell'inceneritore di Modena, questi sono stati definitivamente fugati dalle parole dell'AD del gruppo Hera Orazio Iacono, durante l'inaugurazione del nuovo stabilimento Aliplast per il riciclo delle plastiche rigide. Lo stabilimento all'avanguardia europea nella produzione di polmeri derivanti dal riciclo di plastiche rigide si aggiunge agli impianti che nel distretto dei rifiuti Hera di via Cavazza, saranno alimentati dall'energia elettrica prodotta dall'inceneritore di Modena. Da anni, dopo l'abbandono del progetto che doveva utilizzare il calore generato dall'incenerimento dei rifiuti per alimentare il teleriscaldamento cittadino, l'impianto modenese è stato destinato alla produzione, dallo stesso calore, di energia elettrica che alimenta il funzionamento dell'inceneritore stesso, e degli impianti di depurazione di acqua e fanghi. E, dalla sua entrata in funzione alcuni mesi fa, dello stabilimento Aliplast, presentato oggi.
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Per l'inceneritore un ruolo sempre più fondamentale nelle politiche industriali di Hera in cui ipotesi di ridimensionamento e di superamento dell'inceneritore stesso non sono né contemplabili né pensabili. .

 



Parole, quelle dell'AD Iacono, che consegnano ormai alla dimensione del surreale, programmi e disquisizioni politiche che ancora parlano di un superamento al 2034. Facendo puntualmente i conti senza l'oste: Hera. Nonostante questo fosse uno dei punti cardine dell’accordo tra il programma del sindaco Mezzetti e le forze di sinistra, in particolare AVS e Movimento 5 Stelle.
Una prospettiva che vede l'inceneritore non solo nella sua funzione di smaltimento dei rifiuti urbani e speciali da un bacino anche sovra provinciale e regionale, ma anche come centrale nella produzione di energia elettrica di cui Hera beneficia doppiamente, da un lato in autoconsumo e dall'altro immettendola in rete. Una prospettiva che pone ancora per anni l'inceneritore di Modena, uno dei più 'potenti' del nord Italia, cruciale nella attuale e futura politica industriale di Hera.
Il piano elettorale resta sulla carta, mentre l’inceneritore continua a bruciare, generando energia e profitti crescenti, simbolo del perseguimento chiaro di una politica industriale che vede l'impianto di Modena centrale.
Non solo per lo smaltimento dei rifiuti ma anche (smentendo la vocazione alla base dell'ultimo e definito potenziamento dell'inceneritore che doveva vedere la produzione di energia termica per il teleriscaldamento di migliaia di alloggi cittadini), per la fornitura di energia elettrica capace di produrre profitti ed alimentare tutto il villaggio dei rifiuti che in via Cavazza.




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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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