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Legittima difesa, la storia di Franco Birolo: 'Ecco perché la legge deve cambiare'

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Franco Birolo, l'edicolante che nell'aprile del 2012 uccise un ladro che era entrato nella sua proprietà, ha raccontato ieri sera a Modena la sua vicenda. Che continua nonostante la sua assoluzione. In attesa della nuova legge


Legittima difesa, la storia di Franco Birolo: 'Ecco perché la legge deve cambiare'



Franco Birolo, l’edicolante che nell’aprile del 2012 uccise un ladro che era entrato nella sua proprietà, ha raccontato ieri sera a Modena la sua odissea giudiziaria. Che continua nonostante la sua assoluzione. Una storia che si inserisce nel dibattito in corso sulla riforma della legittima difesa

Dopo la condanna a due anni 8 mesi e al pagamento di 350 mila euro alla vittima inferta in primo grado per omicidio colposo nel gennaio 2016 la corte d’appello ha assolto nel merzo scorso Franco Birolo, l’edicolante di Civè, paese in provincia di Padova, che nella notte tra il 25 ed il 26 aprile del 2012 sparò con la sua pistola regolarmente registrata a Igor Ursi un ladro di origine moldava che insieme a due complici si era introdotto all’interno della sua rivendita che confina al piano di sopra con la sua abitazione nella quale viveva con la sua famiglia.

Da quel giorno la sua vita non è più la stessa, oltre a convivere con la consapevolezza di avere ucciso, Birolo, ha dovuto vendere l’attività per pagare il suo calvario giudiziario e trasferire la sua famiglia, scossa per quanto successe in quella notte, in un'altra casa. Una odissea che oggi, a distanza di 7 anni, non è ancora finito, nonostante l’assoluzione. Perché contestuale all'assoluzione che scagiona l'imprenditore dalle sue responsabilità, la legge attualmente in vigore prevede comunque la possibilità di un risarcimento nei confronti della famiglia della vittima. Ed è così che Franco Birolo dovrà continuare a convivere col pensiero di ricevere da un giorno all'altro un'altra notifica con altre richieste. Ed è proprio sul tema dei risarcimenti che ci spiega come la legge potrebbe e dovrebbe cambiare sulla base del nuovo disegno di legge. 

Franco Birolo ha fatto tre ore di macchina su strade in parte ghiacciate per arrivare a Modena e e raccontare la sua storia  all’appuntamento organizzato dall’osservatorio nazionale sostegno vittime guidato dall’avvocato modenese Elisabetta Aldrovandi. La sua testimonianza, ha permesso di fare il punto sulle novità del disegno di legge sulla legittima difesa di cui Birolo sottolinea due aspetti dal suo punto di vista migliorativi

'Credo che uno dei punti fondamentali sia quello di sancire che esiste sempre una legittima difesa quando uno viene sorpreso all'interno della propria casa. Un cittadino onesto e per bene deve essere legittimato a difendersi e e questa proporzionalità tra offesa e difesa deve sempre esistere. Tenendo sempre in considerazione che la garanzia del diritto di entrambe le parti, in casi gravi come quello che mi ha riguardato, viene sempre assicurata dall'intervento del magistrato e del PM' - afferma Birolo. 
'Poi c'è il tema degli indennizzi che nella nuova norma non andrebbero più erogati a favore dei criminali o dei loro familiari bensì nei confronti di chi il reato lo subisce ed è vittima. E da garantire come elemento vincolante per la possibilità del malvivente o di chi per lui si costituisce parte civile, per accedere per esempio al rito abbreviato. Nel senso che prima di avere sconti chi ha sbagliato deve indennizzare la sua vittima. Credo che questo sia un aspetto molto importante'

Gi.Ga.




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