
Mentre contiamo quasi meccanincamente le siringhe abbandonate a terra, lungo la scalinata frequentata da anziani e bambini che raggiungono il centro nel giorno di mercato al Novi Sad, un ragazzo centrafricano con gli occhi coperti da treccine ci chiede se abbiamo bisogno di qualcosa. 'No grazie, non serve nulla'. Inutile cercare un sorriso di complicità, il giovane passa oltre alla ricerca di un altro possibile cliente.
Saliamo la scala che porta alla passarella pedonale del cavalcavia. Di fianco un Suv passa sulle strisce senza fermarsi, mentre sotto un giovane nordafricano scende dall'auto e chiede perchè facciamo foto. Tre, quattro, cinque siringhe. Una ad ogni gradino. E tornano in mente le assurde regole della raccolta porta a porta varata da Hera. Forse togliere quelle siringhe sarebbe una maggiore priorità rispetto all'insegnare agli anziani il separare la carta della bottiglia dal resto della confezione in vetro. Forse, ma è fin troppo facile pensarlo. Allunghiamo il passo fino a raggiungere il parcheggio di piazza Darsena, tra le auto cartacce, vetri, addirittura una sedia di plastica spaccata. Saliamo in auto con quella fastidiosa impressione di ritrovarsi in una terra di nessuno in casa propria che non si stacca dalla pelle. E con la consapevolezza che, in fondo, a tutti vada addirittura bene così.
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