L'accordo, sostenuto dal Comune con uno stanziamento di 80 mila euro formalizzato lo scorso agosto e descritto da La Pressa, consolida un modello di collaborazione che punta non soltanto a dare risposte immediate ai bisogni ma soprattutto a promuovere percorsi di autonomia e inclusione sociale. Filosofia dell'accordo e contenuti generali sono stati illustrati nella conferenza stampa organizzata questa mattina in Arcivescovado alla presenza del Vescovo, del Vicesindaco Francesca Maletti, di Suor Maria Bottura, direttrice del Servizio Caritas e di Don Alberto Zironi, in rappresentanza del vicariato tra Modena e Nonantola.
A sottolinearne il valore è stato il vescovo di Modena, Erio Castellucci, che ha definito la convenzione come il prodotto di un lavoro maturato direttamente sul territorio. 'Non è un progetto nato dietro una scrivania – ha spiegato – ma dall'esperienza quotidiana delle parrocchie, della Caritas e dei volontari che incontrano ogni giorno le persone in difficoltà'.
Castellucci ha insistito sul fatto che le diverse forme di povertà, economiche, educative, relazionali e spirituali, raramente si presentano isolate. Proprio per questo il monitoraggio svolto dalle parrocchie e dai centri di ascolto rappresenta uno strumento prezioso per intercettare situazioni di fragilità spesso invisibili alle statistiche e alle procedure amministrative.
Altro elemento centrale dell'accordo è l'alleanza tra amministrazione pubblica e mondo ecclesiale. 'Quando si mettono insieme risorse e competenze – ha affermato il vescovo – non ci si limita a contrastare gli effetti della povertà ma si prova ad agire sulle sue cause».
La Vicesindaco Francesca Maletti ha richiamato il cambiamento dei bisogni sociali che attraversano anche la città di Modena. Le difficoltà economiche aumentano e si intrecciano sempre più con la povertà educativa, le fragilità relazionali e le problematiche abitative. Una situazione che richiede strumenti di prossimità capaci di raggiungere anche le persone che, per paura o per mancanza di informazioni, faticano ad accedere ai servizi.
'L'obiettivo – ha spiegato – non è soltanto erogare un sostegno economico ma accompagnare persone e famiglie in un percorso che valorizzi le loro capacità e favorisca l'autonomia'.
Particolare attenzione è stata dedicata anche ai giovani e al bisogno di luoghi di aggregazione e di adulti di riferimento in grado di intercettare situazioni di disagio prima che degenerino. Un tema che, come evidenziato durante l'incontro, riguarda tanto la sicurezza quanto la coesione sociale.
'Per la Caritas diocesana il Centro Papa Francesco continua a rappresentare la principale 'opera segno' sul territorio. Una struttura che affianca all'accoglienza un intenso lavoro educativo e di coinvolgimento della cittadinanza' - ha sottolineato Suor Maria Bottura. 'Non vogliamo sostituirci alle persone – è stato ribadito – ma aiutarle a riscoprire le proprie risorse e a costruire percorsi di autonomia'.
Don Alberto Zironi vicario della città di Modena e Nonantola, ha infine ricordato il ruolo delle quaranta parrocchie cittadine come punti di ascolto e accompagnamento. 'Una rete che negli anni ha sviluppato una stretta collaborazione con i servizi sociali comunali, contribuendo a far emergere situazioni di povertà e disagio e a costruire risposte personalizzate'
La convenzione firmata oggi rappresenta dunque un ulteriore passo in un percorso già avviato.
Nella foto, da sinistra, Don Alberto Zironi, il Vescovo Erio Castellucci, Suor Maria Bottura e Francesca Maletti



