Sul taraflex, agli ordini dell'assistant coach Roberto Ciamarra, di Nicolò Zanni e del preparatore atletico Oscar Berti, si sono presentati alcuni dei volti già noti ai tifosi gialloblù: il palleggiatore Leonardo Barbanti, gli schiacciatori Thomas Jaeschke e Nicolò Garello, i centrali Gabriele Di Martino e Luca Tauletta, e il libero Federico Menchetti. Ad affiancarli, un folto gruppo di giovani provenienti dalla Serie B: il palleggiatore Samuele Curti, gli opposti Charles Ajayi e Riccardo Soprani, lo schiacciatore Marcello Borsari, i centrali Alessandro Balatri e Massimiliano Volpe, e i liberi Alberto Galvani e Riccardo Piccinini.
Non è mancata anche qualche presenza a termine: Tommaso Rinaldi si allenerà al PalaPanini per una decina di giorni, prima di partire alla volta del Giappone per raggiungere la squadra con cui giocherà. È passato invece solo per un saluto Luca Porro, ancora impegnato con la maglia della Nazionale agli Europei e destinato a raggiungere il gruppo modenese nelle prossime settimane.
A prendere la parola, al termine della seduta, sono stati proprio Ciamarra e Berti, entrambi al lavoro con la squadra solo per questi primi giorni prima di lasciare Modena per raggiungere la Nazionale in vista degli Europei.
Ciamarra non ha nascosto l'emozione di essere tornato in un luogo che, ha detto, non perde mai il proprio fascino, sottolineando come si riparta da un gruppo misto, arricchito dai ragazzi del settore giovanile, con l'obiettivo di lavorare con intensità fin dalle prime sedute per farsi trovare pronti quando la rosa sarà al completo. In questa fase iniziale il tecnico gialloblù lavorerà a stretto contatto con Nicolò Zanni, mantenendo un confronto quotidiano con Tubertini. L'assistant coach ha ricordato che quest'anno cambieranno otto giocatori su quattordici, un dato che imporrà del tempo per costruire nuove intese, in una SuperLega che alza costantemente l'asticella e in cui Modena vuole confermarsi protagonista dopo il percorso avviato nella scorsa stagione.
Ampio spazio, nelle parole di Ciamarra, anche al capitolo Nazionale, ormai nella fase conclusiva della preparazione agli Europei dopo l'eliminazione nella Final Eight che ha lasciato l'amaro in bocca.
Sul fronte atletico, Oscar Berti ha spiegato che il lavoro iniziale sarà incentrato sulla resistenza, distribuito tra sala pesi, campo, piscina e sabbia, con particolare cura dedicata alla prevenzione degli infortuni e alla preparazione del gesto del salto. Un programma, ha precisato il preparatore, messo a punto insieme a Tubertini e allo staff tecnico e medico, pensato per arrivare in modo graduale al lavoro con la palla. Berti ha sottolineato la presenza di diversi giovani su cui costruire un percorso fisico di lungo periodo, mentre per Jaeschke, reduce da un piccolo problema al ginocchio, non ci sono controindicazioni al lavoro con il gruppo; discorso diverso per Russo, che sta seguendo un percorso personalizzato.
Tra le voci nuove della squadra, quella del centrale Gabriele Di Martino, al suo esordio in maglia gialloblù. Il giocatore ha raccontato l'emozione di varcare per la prima volta le porte del PalaPanini, ammettendo di sentirsi carico e felice di iniziare questa nuova avventura. Di Martino ha osservato come il gruppo, in questa fase, sia ancora ridotto per le assenze legate agli impegni con le nazionali, ma ha detto di intravedere già, guardando il roster, un equilibrio interessante tra giovani ed elementi più esperti, che lo rende fiducioso sulle potenzialità della squadra.
Il centrale ha parlato di una stagione lunga e impegnativa, anche per il ritorno alle coppe europee e per le numerose trasferte che ne conseguiranno, in un contesto in cui il livello del volley continua a crescere e le squadre costruiscono rose sempre più competitive. Proprio per questo, ha aggiunto, sarà fondamentale il contributo di tutti nei momenti più difficili. Di Martino arriva a Modena dopo aver vinto la Challenge Cup, un'esperienza che gli ha fatto assaporare il gusto di una competizione europea vinta, e crede che il mix tra esperienza e freschezza dei giovani possa rappresentare il valore aggiunto della squadra: se i più esperti sapranno aiutare i compagni più giovani nei momenti di difficoltà, e questi ultimi sapranno a loro volta spingere il gruppo, quella relazione può trasformarsi in una vera forza dallo spogliatoio al campo.
Infine, una parola per il nuovo compagno di reparto Amir Mujanovic, seguito da vicino da Di Martino già nella scorsa stagione: il centrale si è detto contento di poterci giocare insieme, evidenziando come l'opposto abbia dimostrato, già al primo anno in SuperLega, qualità importanti non solo nel gioco a rete ma anche nella capacità di far girare la squadra.






