Per la prima volta sullo schermo dell'aula, davanti alla corte, sono state mostrate le immagini del ritrovamento dell'auto all'interno della quale la donna sarebbe stata colpita da 7 coltellate di cui una mortale al cuore, organo al cui interno i medici legali hanno trovato anche un frammento di osso, segno di un colpo dato con violenza. Nella ricostruzione della possibile dinamica la donna avrebbe tentato di uscire dall'auto ma sarebbe stata raggiunta da coltellate prima alle spalle, per poi essere trattenuta, riportata in posizione frontale e colpita all'addome. Una serie di ferite, tra cui quella mortale, inferte con un coltello di relativamente piccole dimensioni, con lama di 5-6 cm ma per gli esperti che si sono susseguiti sufficienti per cagionare una ferita letale. Una volta uccisa il corpo di Alice Neri sarebbe stato spostato o dall'interno dell'abitacolo, visti anche i sedili abbassati sulla parte sinistra dell'auto, o dall'esterno, nel bagaglio, dove è stato dato alle fiamme insieme all'auto.
Una scena e una modalità del delitto che gli esperti hanno ricostruito partendo dai pochi elementi rimasti a disposizione a seguito del rogo che ha distrutto tessuti ed organi del corpo della donna. Sotto lo sguardo dell'unico imputato nel processo il 30enne Mohamed Gaaloul. Assenti in aula i parenti della vittima.
Nella prima parte dell'udienza sono stati ascoltati Vittorio Gatto e Gianmarco Ferri della Medicina Legale di Modena, gli esperti che hanno svolto le indagini autoptiche sui resti del corpo della donna.
Poi è stato il turno dell’antropologa forense Cristina Cattaneo, dell’università di Milano, anche conosciuta per aver seguito i casi di Saman Abbas e Yara Gambirasio, incaricata dal Pubblico Ministero. A seguire Alessandra Silvestri, medico legale, consulente di parte civile, che si è soffermata sull'analisi del comportamento del corpo e dei tessuti se e quando colpiti da arma bianca. Ed in particolare sul fatto che nonostante i numerosi fendenti non ci sarebbe stato un grande spargimento di sangue.
Nella sua relazione, e su richiesta dell'avvocato di parte Civile Cosimo Zaccaria, il medico legale Alessandra Silvestri ha mostrato alcune immagini relative ad altri casi di omicidio con arma bianca dei quali si è occupata nella sua carriera. E con esempi di spargimento e presenza o assenza di tracce ematiche sugli indumenti degli aggressori. Elementi che la difesa ha chiesto di non ammettere ma che sono mostrati solo a seguito dell'accoglimento, da parte della corte, della richiesta della difesa stessa, rappresentata dall'avvocato Roberto Ghini, di contro interrogare la consulente in una delle prossime udienze.
Sulla possibilità che pur di fronte ad una scena così cruenta come quella descritta, con 7 colpi di arma da taglio non possa esserci una ampia fuoriuscita di sangue capace di interessare anche la persona dell'aggressore abbiamo chiesto lumi al medico legale Alessandra Silvestri. 'Le immagini che ho prodotto in aula indicano come le lesioni riportate non documentino un grande spargimento di sangue, come ci si potrebbe attendere da profani, sulla scena. Le lesioni portano a un percolamento, gocciolamento, di sangue, proprio a seguito della reazione dei tessuti che per diversa elasticità dopo il colpo vanno ad ostacolare la fuoriuscita del sangue.
'E' stata una udienza molto importante per la qualità dei consulenti uditi. E' stato messa in luce la violenza usata contro Alice Neri. Con almeno 7 colpi alcuni dei quali alle spalle e uno diretto al cuore, e ricordiamo in un luogo ben conosciuto dall'imputato. Ritengo inoltre importante che si sia chiarito anche il tema dell'arma bianca. Qualcuno aveva paventato l'idea di un coltello quasi da cucina che non poteva essere trasportato dall'imputato. Finalmente si iniziano a vedere i dati di fatto che tramutano tutta una serie di suggestioni non confermate dai fatti' - ha affermato al termine dell'udienza l'avvocato di parte civile Cosimo Zaccaria
'La ricostruzione fatta dalla dottoressa Cattaneo per noi è stata assolutamente utile' - ha affermato il legale della difesa Roberto Ghini. 'Si parla di 7-8 colpi accertato. Ciò significa che sono stati distrutti tessuti molli ed è difficile pensare che in un massacro del genere l'aggressore non si sia macchiato di sangue. Ciò è assolutamente inconcepibile'. Nel merito dell'esposizione di altri casi facenti parte dell'esperienza professionale del medico legale Silvestri, l'avvocato Ghini, al quale è stato concesso il controinterrogatorio prossimamente, ha parlato 'di esperienze più che di scienza'.
'Che cosa può valere quanto emerso oggi rispetto all'imputato? Nulla, si tratta di ipotesi non c'è nulla di accertato, nemmeno il numero di coltellate. Ma è chiaro che statisticamente, quando si trovano così tante coltellate per esempio nelle ossa, come è stato verificato, ce ne sono molte di più che hanno lesionato i tessuti molli, e non sappiamo spiegarci come una persona possa fare tutto questo di notte e non sporcarsi di sangue'.
La prossima udienza, dove verranno ascoltati altri consulenti di parte, è stata fissata il prossimo 19 marzo.
Gianni Galeotti



