Mentre a Montecitorio in queste ore si consuma il rito della elezione del presidente della Repubblica, uno dei principali candidati alla successione di Mattarella è proprio l'attuale premier Mario Draghi. Al di là dell'orrore creato da norme discriminatorie e divisive, al di là della scientifica costruzione di un nemico interno identificato nei non vaccinati, al di là della punizione inferta a bambini dai 12 anni senza alcuna colpa rispetto alle scelte prese per loro dai genitori, è impossibile non citare la gigantesca bugia pronunciata in conferenza stampa a luglio da colui che aspira a diventare Capo dello Stato.
A precisa domanda (video sopra) Draghi sei mesi fa disse che col green pass si poteva fare vita sociale piena con la garanzia di ritrovarsi tra persone non contagiose. Una menzogna gravissima, come hanno certificato nelle settimane successive tutti i virologi, che ha provocato danni enormi, poichè ha assegnato ai vaccinati la falsa convinzione di essere immuni, permettendo loro, in modo incosciente, di abbassare le difese e le precauzione e contribuendo a moltiplicare i contagi, mai così alti come oggi, col 90% di italiani inoculati.Una fandonia che tutt'ora sta giustificando l'assurda divisione in due della società, permettendo solo ai possessori del certificato verde di condurre una vita sociale e relegando chi non lo ha, minori compresi, ai margine del vivere civile.
Una bugia per la quale l'attuale premier e il candidato al Quirinale non si è mai scusato ufficialmente. Una bugia che molti sembrano avere dimenticato sull'altare del mito del cavaliere bianco, un mantello che ancora, incredibilmente, l'ex banchiere si permette ancora di indossare.
Giuseppe Leonelli
Draghi e il Green Pass: la gigantesca bugia (mai smentita) del candidato al Colle
A luglio la menzogna che ha provocato danni enormi. Draghi disse che col green pass 'si poteva fare vita sociale piena con la garanzia di ritrovarsi tra persone non contagiose'
A luglio la menzogna che ha provocato danni enormi. Draghi disse che col green pass 'si poteva fare vita sociale piena con la garanzia di ritrovarsi tra persone non contagiose'
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